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  • Stabb: As It May Be

    Stabb

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Lussuria è la legge del rock

La sensazione di prurito alle parti basse è inarrestabile. Il sudore e il fuoco che scorre sotto pelle, anche. Nessun sentimento particolarmente nobile, niente di intellettualmente originale, solo la fiamma del rock che domanda attenzione. Qualche riff stropicciato e rozzamente distorto, una voce strascicata e alla nicotina.
Vengono dalla Svezia, gli Stabb, ma se ne sbattono dei metallari e dello scan-rock ultimo grido; non tirano in ballo gli Hellacopters né i sixties, e si limitano a un buon platter di buon indie rock con le palle che urla il proprio amore ideale per il buon punk rock dei buoni vecchi tempi andati. La voce di Mrs. Belinda è lasciva, rauca, un pugno nell’occhio tremendamente eccitante, degnamente supportato da una sezione ritmica tranquilla ed efficace e riff che sanno di amplificatori distrutti. Il resto percorre strade lineari ma interessanti e introspettive, con un occhio a volte ai Nirvana, a volte a Sonics e Nomads. Della serie, It’s only rock ‘n’ roll but ma è la sesta volta che lo metto su oggi.

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