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  • Stan Bush: Dream The Dream

    Stan Bush

    Data di uscita: 27-08-2010

    Loudvision:
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Aor? AOR!

A meno che non siate capitati su questa recensione per mera curiosità, è probabile che di Stan Bush sappiate già tutto. Per tutti gli altri, vale forse la pena sottolineare che stiamo parlando di un cantautore americano non particolarmente conosciuto dalle nostre parti, ma che a tutti gli effetti va considerato una stella di prima grandezza in seno alla scena AOR.

Sue per esempio “Love Don’t Lie”, coverizzata dagli House Of Lords che all’epoca riuscirono a portarla in vetta alle classifiche americane, e “The Touch”, dalla colonna sonora di “Transformers”. “Dream The Dream” aggiunge l’ennesima perla ad una discografia che, pur non facendo dell’innovazione il suo punto di forza, brilla per coerenza, qualità e classe. Undici i brani inclusi, per una cinquantina di minuti di puro, in compromissorio AOR.

All killers, no fillers potrebbe essere lo slogan di lancio di questo fantastico nuovo album del caro vecchi Stan, un disco così visceralmente AOR che vi verrà voglia di saltare sulla vostra immaginaria convertibile per scorazzare virtualmente sulle strade della California.
Un disco che è una vera manna per gli amanti del rock-melodico, ricco com’è di ritornelli assassini, tastieroni in primo piano e quell’urgenza tipica del genere, troppo spesso latitante nelle produzioni attuali. Soprattutto un disco con un’anima, fortemente voluto da un artista che, nel suo genere, è un protagonista assoluto.

Undici tracce che rappresentano quanto di meglio l’AOR può esprimere nel 2010. Da avere, se avete un cuore

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Contro

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