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  • Stanley Rubik: Kurtz Sta Bene

    INRI / none

    Data di uscita: 06-11-2015

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Si intitola “Kurtz Sta Bene” (etichetta INRI) l’album uscito lo scorso 6 novembre che segna l’esordio ufficiale degli Stanley Rubik nel panorama discografico italiano.

In questo loro primo “full lenght” il power trio (composto da Dario Di Gennaro, Gianluca Ferranti e Andrea Bonomi “Savignon”) riesce a trovare il perfetto equilibrio tra i suoni elettronici e la migliore tradizione rock che strizza l’occhio a signori del genere come King Crimson e Tool. Dieci brani intrisi di molteplici riferimenti musicali che trovano il loro punto di incontro nella figura del colonnello Kurtz (“Apocalypse Now”) e nella sua follia, specchio di una società con la quale oggi è inevitabile confrontarsi alla pari del capitano Benjamin L. Willard.

“Cado” apre con suoni ipnotici e una cadenza marziale, come la degna critica all’immobilismo dei nostri tempi che si prepara ad esplodere con “A.”, una dedica segnata dal conflitto tra rock ed elettronica che richiama sonorità degne degli Smashing Pumpkins. “Sisma” è un vero e proprio brano intimista sporcato di industrial che sottolinea la precarietà dell’essere umano, e “Distacco” suggerisce la soluzione per svincolarsi dagli schemi ordinari con i suoi riff alla Arcane Roots. “10:10” propone interessanti fusioni tra suoni morriconiani e toni più comuni ai Tool, e accompagna l’ascoltatore verso la title track dove deliranti giochi di electro drum&bass sottendono l’improvvisa presa di coscienza del veleno che produce l’egoismo. “Prognosi” richiama suoni post rock e progressive prima di tornare ai quelli puramente elettronici con “Edipo” (forse il brano più “diretto”); l’oscurità di “Colla di Fibrina” si unisce a toni dal sapore anni Sessanta e “Bocca Vuota” è quasi una special track che esce fuori dagli schemi dell’album con una strumentazione insolita (come l’uso del trombone) e sonorità alla Bjork.
“Kurtz Sta Bene” è un vero e proprio esperimento delirante che abbraccia il concetto più puro di “musica alternativa”: l’ascoltatore ha l’opportunità di misurarsi con qualcosa di veramente fuori dall’ordinario, o comunque di difficilmente rintracciabile nel panorama italiano. Attenzione però: non vi basterà un solo ascolto per apprezzare davvero questo lavoro.

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