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Star Wars Celebration 2015, il report dall’evento

Si è svolto giovedì 16 aprile ad Anaheim, in California, il panel ufficiale dedicato a “Star Wars: Il Risveglio della Forza“, il settimo film della saga che uscirà il 16 dicembre nelle sale italiane.

Nel contesto delle annuali Star Wars Celebretation si è tenuto un incontro tra UPF (ultra passionate fans), il regista J.J. Abrams, la produttrice Kathleen Kennedy e il cast del nuovo film: l’evento è poi stato trasmesso in esclusiva in una rete di cinema mondiale, dove si sono riuniti i fan delle varie nazionalità. In Italia, Disney ha organizzato ben tre appuntamenti: a Melzo per gli appassionati lombardi, a Roma e a Casoria.

Ecco la nostra cronaca dall’evento lombardo, affollatissimo di fan e spade laser.

Il panel rivela già dalle sue fasi iniziali la mastodontica campagna di marketing messa in piedi dalla Casa del Topo: su Twitter sono disponibili tre nuove emoji dedicate, che si attivano usando gli hashtag #Stormtrooper #C3PO #BB8.

Le emoji ufficiali ora utilizzabili sono tre, ma ne arriveranno altre man mano che la release del film si avvicinerà. Dopo un’introduzione musicale, arrivano le star del panel: il regista J.J. Abrams e Kathleen Kennedy, a cui Lucas ha lasciato le redini della Lucas Film. A intervistarli, un giornalista di Entertainment Weekly.

Kathleen Kennedy, prima di rispondere alle domande, precisa: la maglietta di Star Wars che indossa è corsa a comprarla la scorsa notte, tra le mille commissioni che la attendevano, perché ci teneva a presentarsi a tono.

J.J. Abrams, sei cresciuto con Star Wars. Come ha modellato la tua infanzia?

Abrams: Avevo 11 anni quando lo vidi e mai dimenticherò l’enorme effetto che ebbe sulla mia immaginazione, quelle immagini, quella musica. Era la prima volta che un film mi faceva credere così tanto all’esistenza di un altro mondo e mi faceva ridere così apertamente. Era divertente ma artistico, e trasmetteva così tanta forza e speranza che ne capivo la grandezza anche con i miei 11 anni.

Sei stato anche un collezionista? Ti sei mai vestito a tema per Halloween?

Abrams: Un Halloween mi vestii a tema Star Wars ma per pudore non voglio dirvi quanti anni avevo (ride, ndr).

Siete mai venuti come fan a una Star Wars Celebration?

Abrams: No, ma è incredibile vedere quanta organizzazione c’è dietro!

Kennedy: Sono stata l’anno scorso all’edizione tedesca dietro consiglio di George Lucas ed ero del tutto impreparata a quello che mi aspettava.

Kathleen Kennedy, come è nata l’idea di affidarti la Lucas Films?

Kennedy: Tre anni fa pranzai con Lucas e lui tirò fuori l’idea all’improvviso, serenamente. Mi disse così: «Mi ritiro e vorrei che qualcuno che portasse avanti questa eredità», e mi chiese chi potevo raccomandargli come regista del settimo capitolo. Io d’impulso gli dissi «Tu, George». Sono stata così fortunata ad avere questo compito incredibile. Quando ho chiesto a J.J., lui non mi ha detto subito sì.

Abrams: Io le ho detto subito «NO!» perché era un compito davvero impegnativo e in quel periodo volevo stare con la famiglia, inoltre mi sentivo un po’ incastrato dal realizzare continuamente sequel. Ho immaginato più e più volte di rifiutare l’offerta definitiva, ma alla fine quanto è giunto il momento non ho saputo dire no.

Parlaci dell’aspetto del film che vedremo: è vero che hai puntato a un “retro-approach”? (Il pubblico esplode in un applauso, ndr)

Abrams: Che reazione fantastica! Sì, è assolutamente vero. Noi avevamo bisogno di uno standard, come nei set in Tunisia degli scorsi film: bisogna essere autentici, cercare di far essere gli attori presenti in un contesto in cui si respiri la scena finale. Stiamo costruendo quanto più possibile in ciascun set; se li poteste visitare capireste al volo in che tipo di mondo sono inseriti, perché c’è davvero che viene delegato al green screen.

Si passa al saluto di Harrison Ford, che non è presente perché ancora in convalescenza in ospedale (ha avuto un incidente aereo qualche settimana fa, ndr).

Kennedy: Harrison sta meglio e si sta riprendendo. L’unico a poter fare un atterraggio di emergenza su un campo da golf vicino a due dottori attoniti è proprio lui. JJ Gli ho parlato, mi ha chiesto di scrivergli un messaggio perché aveva amici a pranzo e non aveva tempo per rispondermi (ride, ndr). Ha detto di salutarvi. Ho un grande rispetto per lui da sempre, ma il suo atterraggio d’emergenza… è stato fantastico.

La prima rivelazione del panel è questa: il set di Abu Dhabi non è Tatooine come avevano ipotizzato i fan, ma un nuovo pianeta desertico di nome Jakku.

Abrams: Sì, girare lì è stato molto faticoso, date le temperature, ma il risultato finale è notevole.

Salgono sul palco Lee Towersey e Oliver Steepers: sono i meccanici “costruttori di animatroni” che si guadagnati il posto sul set da fan, per la loro mania di costruire ricostruzioni del film originale sempre più dettagliate.

Abrams: Ho chiesto loro un nuovo design, anche se fedele all’originale, perché volevo che gli attori potessero interagire davvero con qualcosa di più che semplici pupazzi. Sono stati fantastici, hanno trascorso tutto il giorno nel deserto a riparare, sistemare, fare in modo che le loro creazioni fossero sempre efficienti.

A questo punto entrano in scena alcuni androidi utilizzati sul set e una nuova conoscenza: BB8, che conquista da subito il pubblico.

BB8

BB8

Seguono a ruota tre attori che interpretano ruoli inediti e ancora misteriosi: Oscar Isaac, Daisy Ridley e John Boyega.

Ridley: Il mio personaggio si chiama Rey, ed è un’avventuriera solitaria e completamente autosufficiente, che rovista tra i rifiuti di astronavi distrutte per sopravvivere. Un incontro però le cambierà la vita…

Boyega: Io interpreto Finn (guarda J.J. Abrams, ndr)… Sì, posso confermarvi che sono uno Stormtrooper, che all’inizio del film si trova in una situazione pericolosissima. Il modo in cui reagisco a questo pericolo cambierà la mia vita (qui pare d’intendere che nonostante sia uno stormtrooper passerà dalla parte dei buoni, ndr).

Isaac: Il mio personaggio, Poe Dameron, beh… Sono «the best freaking pilot of the galaxy sent on a mission by a Princess» (la principessa in questione sembra essere Leia stessa, ndr).

Com’è fare parte di questo mondo incredibile?

Ridley: Gli attori originali tornano nel mondo che già conoscono e amano, mentre noi ci stiamo entrando ora e stiamo imparando ad amarlo.

Isaac: Quando ho avuto l’annuncio ufficiale che ero nel cast, ho preso la bottiglia dello shampoo e ho cominciato a fare la spada laser: lì ho capito che potevo farcela, dopo un momento di panico in cui ho anche pensato di rifiutare.

Boyega: Ho aspettato a dirlo ai miei quando sono uscite le foto, perché tanto non mi avrebbero creduto. Anzi, all’inizio ho detto a mia madre che giravo “24”.

E passiamo alle domande dei fan:

Kathleen, quale personaggio avresti voluto essere della trilogia originale?

Kennedy: Nell’originale non avrei avuto molta scelta dato l’esiguo numero di personaggi femminili. Sono qui per rassicurarvi, anche a nome della pressione che avere due figlie comporta: vedremo tante donne forti, nel settimo capitolo e nei successivi.

J.J., come farai a bilanciare le tecnologie, non solo fuori, ma dentro il mondo di Star Wars?

Abrams: Come spettatore amo il fatto che nei film di Star Wars tutto sembra usato, polveroso, di seconda mano, non appena prodotto: sarà così anche nel mio film.

Hai paura del fatto di avere milioni di fan e di dover soddisfare tutti, a uno a uno? Non senti la pressione?

Abrams: Dicono che non puoi soddisfare tutti, ma stiamo lavorando al massimo per fare proprio questo, onorare l’eredità che ci è stata lasciata ma usarla in un modo nuovo per rendere i fan orgogliosi. Ci sono stati momenti di puro terrore, è vero, ma non ho mai avuto tanti fan ad aiutarmi e lavorare con me in un progetto.

Kennedy: Nella Disney ci sono tantissimi fan della saga e tutti hanno una storia legata a Star Wars: quel tipo di esperienza è quello che ci serve, e ringrazio tutti i presenti per l’energia che ci trasmettono giorno dopo giorno.

Che consiglio daresti a un giovane regista?

Abrams: La verità è che tutti hanno una telecamera in tasca, è incredibile, tutti possono creare una storia con titoli di coda ed effetti speciali, mentre quando ero un bimbo già poter registrare delle immagini era un sogno. L’unica cosa che ti ferma sei tu, dopo la democratizzazione delle tecnologie.

Kennedy: Noi siamo sconvolti anche dai film realizzati dai fan che continuano ad uscire, sono incredibili!

Entrano gli attori del cast originale:

Anthony Daniels, C3PO (l’unico ad essere nei 6 film, ndr): È fantastico essere partito da un piccolo film ad arrivare a questo, oggi. Sono molto affezionato al mio personaggio, e ora sono diventato anche un hashtag!

Peter Meyhew: È stato un po’ strano ritornare nella tuta, ma è stato bello. Non c’è posto in cui mi sento meglio al mondo, anche se con questa strana compagnia.

Mark Hamill: Lui è più alto di me da seduto, ma è sempre stato così! (ride, ndr). George Lucas una volta mi disse che sarebbe stato il più costoso film a basso budget di sempre, e io gli dissi «Vedrai, li superiamo gli incassi de “Il Pianeta delle Scimmie”»! Non avevamo idea di cosa sarebbe successo, ma è fantastico essere cresciuti insieme a voi e far parte delle adolescenze di tante generazioni!

Carrie Fisher: Le due crocchie a lato della testa sono stanche e non torneranno su schermo, ma c’è una valida alternativa in arrivo e no, non sarà il bikini di ferro, promesso!

Carrie Fisher, come ti senti, ora che non sei più l’unica donna sul set?

Fisher: Ai tempi mi piaceva essere l’unica circondata dagli uomini, ma ora non ho più 19 anni e ho bisogno di una riserva (ride, ndr).

Qui sotto potete vedere il nuovo contenuto video (o secondo teaser trailer) presentato in occasione della Star Wars Celebration: vediamo finalmente Han Solo, accompagnato da Chewbacca, e la voce di Luke ci conferma che nell’Episodio VII conosceremo anche un/a giovane Skywalker.

[Foto in alto: Angelica Vianello]
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