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Star Wars Extravaganza — Nostalgia e curiosità in rete dopo l’atteso teaser trailer

Era prevedibile e piuttosto inevitabile che la pubblicazione di quella breve anteprima del VII capitolo di Star Wars, “The Force Awakens” (o “Il Risveglio della Forza“), calibrata perfettamente per essere al contempo estremamente suggestiva e priva di vero contenuto (non si può parlare di spoiler, a meno di essere integralisti al riguardo — posizione, questa, assolutamente da rispettare), scatenasse un’ondata di nostalgia.

Questo weekend di fine novembre è la rivincita dei nerd, in un’epoca in cui tale appellativo non potrebbe essere meno dispregiativo. E dunque tutti giù a riesumare la propria cultura, o a dare sfogo alla propria creatività.

Abbiamo scelto di selezionare qualche contenuto apparso in queste ore, dalla parodia alle vecchie recensioni degli anni 70, alle collezioni di trailer che ripercorrono a colpo d’occhio la saga.

La cosa forse più divertente è il remake in versione Lego del trailer. Star Wars e Lego, ancora una volta un binomio perfetto:

Segnaliamo inoltre il blog di Leo Ortolani, che ha commentato il tutto con una striscia simpaticissima, “Il Risveglio del Nerd” da cui si evince che è rimasto davvero molto colpito da quella spada laser.

E davvero interessanti, ben più delle analisi microcellulari del teaser stesso (che per quei coraggiosi che hanno deciso di preservare il mistero fino all’ultimo, dimostrando incrollabile fiducia di J.J. Abrams, rappresentano trappole disseminate ovunque), sono poi le pubblicazioni delle recensioni originali , cioè quelle apparse nelle testate storiche in occasione dell’uscita nelle sale di Guerre Stellari (maggio 1977 negli Stati Uniti, ottobre dello stesso anno qui da noi).

Si tratta di testimonianze rare, e purtroppo quasi inesistenti nella stampa nostrana, che tornò a dedicarsi ampiamente alla saga fantascientifica solo in occasione del ventennale, nel 1997, quando fu pubblicato un cofanetto celebrativo. In effetti, in rete si può trovare solo l’incipit della recensione che Lietta Tornabuoni scrisse per La Stampa, proprio nel 1997.

Ecco qualche celebre caso di ripescaggio dagli archivi stranieri:

Variety, 25 maggio 1977

“Star Wars” è un film magnifico. George Lucas si è prefissato di realizzare la più grande avventura fantasy immaginabile a partire dai suoi ricordi di altre serie e vecchi film d’azione epici, e c’è riuscito brillantemente. Lucas e il produttore Gary Kurtz hanno radunato un cast tecnico enorme, prelevando da tutto il gruppo di talenti delle produzioni hollywodiane, e il risultato eguaglia il genio di Walt Disney, Willis O’Brien e altri ragionevolmente famosi praticanti di ciò che Irwin Allen chiama “la magia del film”.

New York Times, 26 maggio 1977

“Star Wars” (…) è il più elaborato, costoso, splendido capitolo di una saga mai realizzato. È al contempo un’apoteosi dei film di “Flash Gordon” e un’acuta critica che rimanda a molta letteratura, che non può dirsi altro che eclettica: “Quo Vadis?”, “Buck Rogers”, “Ivanhoe”, “Superman”, “Il Mago di Oz”, “Il Vangelo Secondo Matteo”, la leggenda di Re Artù e i Cavalieri della Tavola Rotonda.

The Guardian: “Lucas in the Sky With Diamonds” , 27 dicembre 1977 — Oltre al titolo che omaggia Lucas tramite il riferimento ai Beatles, il quotidiano inglese scomodò anche sir Arthur Conan Doyle, citando in apertura i versi premessi al suo “Il Mondo Perduto”, commentando come fossero stati utilizzati a mo’ di introduzione nelle note di produzione distribuite il giorno prima all’Odeon di Leicester Square (che ancora oggi è teatro di tutte le prime londinesi). Prendendone poi le distanze:

… se poi Lucas sia un genio, è tutto da vedere. Da un punto di vista spassionato il film non segna un miglioramento rispetto all’opera precedente [“American Graffiti”, ndr], se non in termini di box-office.

The Telegraph (che stando all’articolo nel link, addirittura mandò il suo giornalista in avanscoperta, ottenendo una recensione qualche giorno prima della proiezione stampa londinese), 16 dicembre 1997

Fino a poco tempo fa i melodrammi spaziali tendevano ad essere realizzati con pochi soldi e poca immaginazione. Con la sola brillante eccezione di “2001 Odissea nello Spazio”, sono state tutte produzioni di serie B, scritte male, con produttori che non avevano alcuna nozione di astronomia o tecnologia. Star Wars è ben lontano da tali scadenti lavori. È il miglior film di genere da “2001”, e in certi aspetti è uno dei più eccitanti mai realizzati.

E saltiamo alla recensione di “L’Impero Colpisce Ancora” di The Hollywood Reporter, che confonde i nomi di alcuni personaggi, testimonia il progetto originale di 9 capitoli (quello che sostanzialmente viene portato avanti oggi da J.J. Abrams) e ci apre una finestra su un tempo in cui esistevano persone quasi ignare di chi fosse Harrison Ford. Soprattutto, un articolo che non può menzionare il grande colpo di scena della pellicola, e per evitare lo spoiler commenta: «è uno sviluppo inaspettato che viene dritto dalla mitologia Greca».

Per concludere, una serie di articoli sparsi, che potrebbero rivelarsi comunque interessanti:

Quando Star Wars arrivò nei cinema” — The Hollywood Reporter fa una rassegna delle proprie recensioni, con tanto di trailer… e poi pubblica un’articolo di soli trailer, per tutti coloro che “un’immagine vale più di mille parole”.

Questa è solo per grandi appassionati: personaggi tagliati e scene alternative , foto e scan dei copioni originali. Insomma, una degna passeggiata tra i ricordi.

Infine, se per caso vi steste ancora chiedendo di chi è l’oscura voce fuori campo del teaser (i papabili erano Adam Driver, Benedict Cumberbatch, Andy Serkis, Max Von Sidow e alcuni altri), potete ora dormire sonni tranquilli: fonti ufficiali confermano che si tratta di Andy Serkis.

Nota: La foto in copertina raffigura la coda di spettatori in attesa di entrare all’Odeon di Leicester Square, Londra, il primo giorno di programmazione di Star Wars, nel dicembre 1977.

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