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Stardust Kiss: Sir Elton è tornato

Stardust Kiss“. Lettere rosse cucite su fondo nero. Così si è voluto definire Elton John che, dietro i suoi occhialini tondi blu e la sua immancabile eccentricità, ha fatto centro su un pubblico di ottomila persone le cui voci e sonori applausi hanno invaso, martedì 29 settembre, il Mediolanum Forum d’Assago. Esauriti i biglietti da 170 euro. Diversi gli invenduti più popolari. Ecco i fan della star del pop rock inglese.

In quel palcoscenico di solitaria atmosfera, Sir Elton si è stretto tutt’uno con il suo lungo pianoforte nero e ha srotolato, con classe ed eleganza, i brani più significativi dei suoi 40 anni di carriera. Apre il sipario con la lunga e commovente “The One”, in una pioggia di luce che colma l’intera platea. Seguono alcune perle storiche degli anni Settanta: la struggente “Sixty Years Old”, “The Greatest Discovery” e i classici immortali come “Rocket Man”, “Nikita”, “Tiny Dancer” e “Your Song”, che dalle sue dita fluenti e agili sembrano riacquistare il fascino e la fragranza della novità.

La voce è più roca e arrabbiata, alcuni falsetti devono essere abbandonati alla memoria del tempo che fu. Ma Elton John pare non fermarsi all’inclemenza degli anni che avanzano e dispensa energia, forza, vigore e vitalità. I brani e i tasti suonati con impeto nostalgico si rincorrono come in una colonna sonora. Elton si alza spesso, saluta, indica, ringrazia. E si diverte. Suggestivo il momento in cui presenta “American Triangle”: «Undici anni fa, nel Wyoming – racconta il baronetto – un giovane ragazzo fu ucciso in modo tremendo perché era gay. Si chiamava Matthew Shepard. Fui sconvolto e indignato da questo fatto. Decisi di scrivere una canzone su questo inutile delitto motivato solo dall’orientamento sessuale di un essere umano».

Nella seconda parte dello spettacolo Elton John rompe la sua elitaria solitudine. Chiama sul palco il suo coetaneo Ray Cooper, musicista che vanta collaborazioni con nomi da urlo quali Beatles, Who e Rolling Stones. La sinergia con Sir Elton si era interrotta nel 1995. Ora si riparte proprio da lì. Sale on the stage col suo vistoso armamentario di percussioni e l’atmosfera assume tinte meno classiche. Il pubblico non è, forse, abituato alle dimensioni sonore decisamente più fragorose in cui “Funeral For A Friend”, “Sorry Seems To Be The Hardest Word” e “Honky Cat” si vestono per l’occasione. Ma segue l’onda rock e non risparmia applausi e consensi.

Il concerto è stato registrato in un instant cd e, a breve, sarà possibile acquistarlo.

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