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Stay (always) soul

La congiunzione astrale che colloca talento, preparazione, bellezza, carisma e umiltà in uno stesso essere umano è più unica che rara. Nel caso di Nina Zilli c’è riuscita. E se pensate che sia un’eccessiva sviolinata è perché non avete mai assistito a un suo live. Un’esperienza totalizzante, dove coinvolgimento e piena ammirazione si sommano allo stupore di essere davanti a cotanta bravura.

“L’Amore È Femmina” tour tocca anche Milano, l’Alcatraz nello specifico, che, pieno ma non straripante, accoglie con calore ed entusiasmo la cantautrice piacentina, reduce da un ottimo successo sul palco sanremese dove si è guadagnata la partecipazione all’Eurovision Song Contest 2012, e la Smoke Orchestra che l’accompagna.

Lo show è ovviamente incentrato sul nuovo album, ma diverse sono le incursioni al precedente “Sempre Lontano”, richiamato da “50mila”, “L’inferno”, “L’Uomo Che Amava Le Donne”, “L’Amore Verrà”, “Penelope” e “Bacio d’a(d)dio”. Così come numerosi sono gli omaggi che Nina rende agli artisti che più l’hanno ispirata ed emozionata: Nina Simone, Mina, Supremes ed Etta James, della quale ci regala un’emozionante “At Last”.

Il pubblico risponde con calore e partecipazione e la Zilli, ormai perfettamente a suo agio con telecamere e grandi audience, appare sciolta e disinvolta, per nulla intimorita o titubante. La sua voce, così grooving e soul, è in ottima forma e regala a più riprese mirabili virtuosismi.

Non ci sembra di essere blasfemi nel considerarla la “nuova Mina” e non solo per gli atteggiamenti e le mosse, ma anche – e soprattutto – per la capacità di catalizzare l’attenzione e rapire senza tregua sguardi e orecchie.

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