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  • Stegel: Angharod

    Stegel

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Melodia e hardcore emozionale

Sicuramente questo non è uno di quegli album che puoi giudicare dalla copertina. O per lo meno, che possiede quella cover che ti invoglia all’acquisto, che si fa notare in mezzo ad altre centinaia di dischi. Ma probabilmente questo è proprio l’intento della band. Sfondo nero, disegni in bianco, nessun nome del gruppo, solo il titolo dell’album. Il tutto disegnato con uno stile da bambino dell’asilo. Fortunatamente quando si passa alle cose serie (la musica) il discorso cambia drasticamente. Una strana melodia di mandolino ci introduce a “Bhuna”, la prima delle otto tracce presenti su questo album di debutto degli inglesi Stegel che confermano l’Inghilterra come patria antagonista e unica vera e forte rivale degli USA in molti campi della musica metal, non solamente per quello che potevano essere le uscite “nu” di qualche tempo fa. Gli Stegel fanno musica emotiva. Gli Stegel sono un gruppo hardcore. Gli Stegel fanno hardcore emozionale. Potresti tranquillamente vederteli a fianco dei grandi Drowningman, per quell’uso mai scontato della melodia che va ad incastrarsi perfettamente in un mare di assalto sonoro e per quel feeling malinconico e sognante che molte delle tracce ti lasciano assaporare (una su tutte la conclusiva e struggente “Nimium”, dilatata e fluttuante, con un mood che ricorda i migliori Tool). Li potresti vedere ad uno di quei grandi festival americani, condividere il palco con gente come Boy Sets Fire, Botch (rip), Nora, Converge, forti di un sicuro impatto dal vivo. Potreste tranquillamente vedere i loro dischi sulle pagine dei cataloghi di labels come Trustkill o Ferret oppure Equal Vision, certi di vederli vendere almeno quanto le altre band del roster. Potreste vedere tutto questo, se non fosse che gli Stegel sono inglesi e non americani. Come al solito, la sfortuna degli europei. Eppure questi ragazzi sanno come si suona, sanno come si può far male e come si può far sognare chi ti ascolta. È per questo che spero abbiano quella visibilità e quella notorietà che si meritano, se non altro per poterli vedere prima o poi dal vivo anche qui in Italia, visto e considerato che, i gruppi americani, ormai ho rinunciato a poterli mai vedere live…

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