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La caduta del primo rap britannico

The Head, Rob B e Owen If sono in giro a propugnare la loro elettronica/hip-hop dal lontano 1985.
Partiti allora dal distretto londinese di Capham, oggi pubblicano un album contenente dodici pezzi che non lasciano eccessivo spazio alla sperimentazione poiché saldamente ancorati alla composizione fatta da sintetizzatori e basi ritmiche preconfezionate.
Insomma, la vecchiaia inizia a sentirsi.

Se dal punto di vista dell’originalità non vi sono da spendere molte parole, da quello danzereccio le notizie sono buone: “Emperor’s Nightingale” è da ballare – sostanzialmente -, quindi discotecari alternativi di tutto il mondo, unitevi.
“Tales” vi piacerà per la sua anima popposa, “Boy” per la collaborazione con Jamie Cullum.
Forse.

Gli Stereo MCs non riescono a mantenere gli elevatissimi standard di band navigate quali Depeche Mode o Pet Shop Boys, che ok, non saranno ragazzini, ma a spaccare i culi ci riescono benissimo anche con un po’ di artrosi e reumatismi.
Questo è un disco di fronte al quale si rimane principalmente neutri, con una faccia tipo così.

Pro

Contro

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