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  • Stereo Plastica: Eleven

    Stereo Plastica

    Data di uscita: 09-10-2009

    Loudvision:
    Lettori:

Bristol, Piemonte

Il grande difetto delle band italiane che cantano e suonano inglese è sempre stato il provincialismo. Riuscire a staccarsene è il principale pregio di nomi noti come Baustelle o Teatro degli Orrori, e, siamo contenti di dirlo, degli Stereoplastica.

Originari di Vercelli, i ragazzi suonano rock à la Britìsh, che prende le mosse dal Bowie degli anni ’70 per poi virare verso suoni più moderni e ibridati con funk, hard rock e, qui e là, addirittura psichedelia. I nomi che girano nella mente sono quelli che in questi anni caratterizzano il rock mainstream: Franz Ferdinand, Killers, Arctic Monkeys, con qualche rimando più marcatamente americano e tanti Beatles nelle melodie e nei cori. Il lavoro di produzione di Fabrizio Chiapello è efficace ma manca di qualsiasi patina o pulizia eccessiva, una scelta che approviamo caldamente.

Quel che manca agli Stereoplastica per compiere il definitivo salto di qualità è un po’ di personalità e di attitudine: soprattutto nei pezzi più tirati (“Waste”) è sempre in agguato una certa moscezza che fa perdere groove al gruppo. Peccati veniali e perdonabili, tutto sommato, e che nulla tolgono a “Eleven”.

Altri appunti sparsi sul disco: qualche melodia più incisiva non avrebbe guastato, la pronuncia inglese è rivedibile, dalle note di “Eleven” traspare comunque una notevole classe e padronanza dei propri mezzi. Mica male, decisamente mica male.

Pro

Contro

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