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Steve Lukather: Lucky Luke

Alla vigilia della pubblicazione del suo quarto disco solista incontriamo, grazie ai prodigi della posta elettronica, uno Steve Lukather entusiasta ed in forma smagliante con il quale andremo a parlare di “Ever Changing Times”, ma anche dei “suoi” Toto e di una carriera trentennale vissuta ai vertici del rock modiale.

Sono passati dieci anni dal tuo precedente album solista: come mai tutto questo tempo ma, soprattutto, perché proprio ora?
Non è stata una scelta consapevole. Mi sono dedicato alla fusion, il che mi ha dato grandi soddisfazioni. Probabilmente avevo bisogno di dedicarmi un po’ di più alla mia chitarra, così mi sono affiancato al mio vecchio amico e mentore Larry Carlton, con cui ho fatto un tour in Giappone e in Europa. Abbiamo anche pubblicato un CD live che si è aggiudicato un Grammy, cosa che mi ha reso parecchio felice. Nel frattempo ho fatto 3 album in studio con i Toto, è uscito un DVD live e abbiamo fatto diversi tour mondiali, quindi i 10 anni di cui parli sono passati davveroin fretta!
Il mio caro amico e collaboratore Randy Goodrum mi ha proposto l’opportunità di un disco solista. Sentivo che era il momento giusto per soffermarmi a scrivere delle canzoni nel senso globale del termine, con le liriche e tutto il resto; di spingermi oltre a livello compositivo invece di suonare puramente degli assoli di chitarra per altri musicisti.
Sono MOLTO orgoglioso del risultato finale e sono veramente grato a tutte le persone che hanno lavorato al disco e che l’hanno reso possibile, in particolare a Randy e al il mio tecnico e co-produttore Steve Macmillin.

In un paio di brani inclusi nell’album c’è la firma di tuo figlio, e onestamente non ho potuto non notare la presenza di tua figlia ai cori: sembra quasi un’affare di famiglia!
È stato fantastico! Mio figlio sta crescendo molto bene sia come musicista che come autore e mia figlia canta molto bene, anche se ha deciso di non addentrarsi nel mondo del professionismo musicale – il che a me sta benissimo. In ogni caso, è stato davvero fantastico avere la mia famiglia sul disco. La prossima volta potrei far collaborare l’ultima nata, Lily haha…. e magari anche il mio cane Swink!

Scrivi anche i testi delle tue canzoni? Qual è la tua fonte di ispirazione?
In questo caso devo dare a Randy Goodrum la maggior parte dl merito perché è un bravissimo autore di testi. Io ho dato una mano, ma lui ha portato un vortice di idee. Anche Stan Lynch è stato prezioso su “How Many Zeroes”. Per quanto riguarda l’ispirazione, amico, i miei cinquanta anni sono la fonte di ispirazione! Ne ho spesi più di trenta on the road e da musicista professionista. Ho fatto molte esperienze nella vita, la maggior parte delle quali positive, ma anche alcune molto negative. Osservando il mondo di oggi… be’ direi che “Ever Changing Times” dice tutto.

Ci sono molti special guests sul disco. Sei tu che hai “inseguito” loro o sono loro che hanno inseguito te?
Inseguire?? Haha! No, siamo soliti chiedere! Sono tutti amici molto cari oltre che incredibili musicisti, autori, esecutori. Ciascuno di loro ha portato tantissime idee per gli arrangiamenti e per il groove. Si è trattato di uno sforzo collettivo.

Ci sono suoni diversi in questo nuovo album: come siete arrivati al risultato definitivo? I brani sono stati scritti espressamente per “Ever Changing Times” o erano almeno parzialmente già pronti?
Randy ed io abbiamo dato inizio alle danze – ci siamo trovati nella sua camera d’albergo e abbiamo scritto ogni giorno per alcune settimane consecutiva. Subito mi sono esaltato riguardo a questo disco, perché tutte le canzoni sono state scritte con una chitarra acustica, una tastierina del cavolo e un computer che aveva a mala pena il tasto “record”. No, aspetta, forse aveva anche delle basi ritmiche… In ogni caso non abbiamo speso tempo per fare dei demo. Io odio i demo, rovinano la spontaneità, e il mio obiettivo era proprio di preservare e fissare su nastro quella spontaneità tipica di quando i musicisti suonano un brano per la prima volta.
[PAGEBREAK] Tra i brani che hai selezionato per il disco quali avrebbero potuto finire su di un album dei Toto?
Hmm, forse “Never Ending Nights”. Considera che in ogni caso e io rappresento una grande parte del sound dei Toto, ne sono il chitarrista ma contestualmente anche autore, cantante e co-produttore. Perciò tutto quello che suona “familiare” lo è solo perché sono ME STESSO. È ciò che so fare, mi viene spontaneo.

Siamo rimasti particolarmente colpiti da “Stab In The Back”, che “suona” parecchio Steely Dan…
Ho dedicato questa canzone a Donald e Walter perché sono un GRANDE fan degli Steely Dan. Amo così tanto la loro musica! È un tributo fatto con rispetto, spero che gradiscano!

“Tell Me What You Want From Me” e “Jammin’ With Jesus” sono tra i pezzi più pregiati di questo nuovo album: la prima è abbastanza aggressiva, con un suono moderno, mentre la seconda è blueseggiante e quasi Gospel…
Be’, ‘Tell Me” è stata scritta a quattro mani da me e da mio figlio Trevor. Lui ha scritto e suonato la parte più heavy mentre io ho scritto la parte più “floydiana”, poi abbiamo lavorato insieme sul bridge. Questo è uno dei motivi per cui adoro questa canzone, che è anche una delle mie preferite sul disco! La traccia base è stata registrata “live”, con tutti i musicisti che suonavano in contemporanea. È stato molto bello.
“Jammin’” è invece un vecchio brano portato nel disco dall’esterno. È una canzone davvero bella che ho ricevuto da John Sloman. Lui è un amico di Pino Palladino, anche lui fa parte del mio giro di amicizie. Avevo lavorato a questo pezzo una decina di anni fa con altre persone, ma non l’avevamo mai fatto pubblicare. Questa volta volevo tirarne fuori un brano grezzo e blueseggiante per mostrare alla gente un lato di me forse meno conosciuto. Immagino che le influenze gospel vengano dai cori del ritornello, in cui puoi ascoltare Bernard Fowler degli Stones, Bill Champlin, Sharolette Gibson, mio figlio e, ovviamente, il sottoscritto.

Ci sarà un tour in supporto all’album?
100% Sì!!! I Toto rimarranno fermi nell’immediato futuro, mentre io farò MOLTI tour da solista in cui includerò il nuovo album, canzoni da tutti i miei album da solista e naturalmente alcune gemme dei Toto (NON LE HITS!!), scelte tra quelle scritte e cantate da me e che non sono stata suonate dal vivo da molto tempo, alcune forse mai; e poi alcune cover che ho registrato con altre persone… Be’ è un inizio, no? Sono molto eccitato al riguardo e ho una fantastica band, perfetta per questo tour. Alcuni nomi saranno conosciuti e altri no, ma ciascuno di loro canta molto bene e suona meravigliosamente. Non sarà un tour a base di fusion, ve lo prometto hahaha !

Il tuo album viene pubblicato dalla Frontiers; anche i Toto hanno firmato per questa etichetta italiana. Cosa ti ha attirato verso una etichetta indipendente? È solo una questione di libertà artistica?
La Frontiers ha fatto un ottimo lavoro con i Toto, quindi non ho mai nemmeno pensato di rivolgermi altrove. L’accordo è iniziato in Giappone con la Ride Records, ma non avevano una distribuzione europea, quindi l’ho portato a Serafino e lui ha subito valorizzato il disco a dovere. Il resto è storia. Credo che lavoreranno meglio di chiunque altro e sono molto orgoglioso del rapporto che si è instaurato.

Dopo 30 anni di rock n’roll e milioni di dischi venduti, come ti confronti con l’attuale stato del music-businessi? Molte band sembrano lasciare le case discografiche di sempre a favore di situazioni più indipendenti. Ti rispecchi ancora nel business vecchio stile?
Certo non mi piacerebbe dover iniziare oggi. Mio figlio inizia in questo momento e ha molti contratti discografici sul tavolo ma scegliere quello giusto è molto difficile. Si tratta di proposte prevalenetmente indipendenti. Strano constatare che anch’io sono con una indie dopo tutti questi anni (ride).
Io faccio musica e a molti piace ciò che faccio, ad altri meno. Ma sono ancora in piedi dopo più di 30 anni mentre la maggior parte di ciò che senti alla radio non dura più di 5 anni. Lo trovo triste. Guarda le chart di Billboard di 5 anni fa: quanti di quei gruppi esistono ancora? È come musica da fast food. Ci sono alcuni giovani artisti di talento che mi piacciono ma anche loro hanno delle difficoltà perché c’è tantissima musica che viene pubblicata ogni settimana… Auguro loro ogni bene.
[PAGEBREAK] Qual è stato l’ultimo CD che hai comprato?
Sai, ricevo così tanti CD dalle persone che incontro quotidianamente… Ne ho qui almeno 40 che non ho nemmeno avuto il tempo di ascoltare. Mi sento un po’ in colpa perché la gente fa musica da sottoporre al mio giudizio, ma ho una bambina di 4 mesi e viaggio tantissimo. Dovrei essere un fan migliore (ride)

Trenta anni di rock’n roll… dev’essere stato un percorso micidiale!
Mi dicono che mi sono divertito molto. Haha io non mi ricordo tutto perché è come se il cervello fosse andato in sovraccarico! Sono molto onorato e felice di aver avuto una carriera così lunga, credo comunque di avere ancora molto da dare, continuoa a sentire la necessità di mettermi alla prova in ogni momento. Grazie a tutti voi per l’aiuto che mi date in questo. I miei figli vi ringraziano, e anche la mia ex moglie e il suo avvocato (ride molto rumorosamente).

Molte rock bands del passato si riuniscono e vanno in tour. Persino i Led Zeppelin si sono riuniti per uno show a Londra… che ne pensi?
Hey, grande musica, grandi musicisti… Io adoro Led Zeppelin ed è fantastico che Jason abbia avuto la possibilità di suonare al posto di suo padre. Noi facemmo un tour insieme con Paul Rogers nel 1994. Mi piace lui e ADORO gli Zep. Mi sono sempre parse persone molto in gamba e le poche volte che ci siamo incontrati per me è stato un onore. Secondo me chiunque abbia un passato da grande musicista e voglia rivivere quelle esperienze…perché no? È divertente e ti pagano un sacco di soldi. Quali sono gli svantaggi? I critici che dicono che fai schifo? Chissenefrega di cosa pensa gente come quella!!

Tutti hanno o hanno avuto dei modelli. Dopo tutti questi anni nel music business c’è ancora qualcuno che guardi con ammirazione o con cui ti piacerebbe lavorare senza averne avuto la possibilità?
Mi sento in una posizione molto particolare e diversa da altri musicisti di altre rock bands. Credo infatti di poter dire di aver avuto la possibilità di suonare con quasi tutti i miei eroi. Però potrei nominare Peter Gabriel o Phil Collins perché sono un grande fan dei primi Genesis. Ce ne sarebbero altri, ma sarebbe troppo lungo fare un elenco di tutti.

Sei un affermato session-man, ma anche il leader di una delle bands più importanti al mondo. Due aspetti della tua professionalità quasi agli antipodi tra loro…
Un session-man viene pagato per svolgere il lavoro voluto dall’artista e dal produttore, quindi fondamentalmente esegue gli ordini. Una band invece funziona come un governo in miniatura: devi scendere a compromessi e dare spazio a tutti. In questo momento preferisco essere capo di me stesso, ma nella maggior parte dei casi tendo a trovarmi a mio agio anche nelle altre due situazioni.

Il tuo futuro con i Toto? State per pubblicare un nuovo DVD, e come sempre sarà un “must” per i vostri fans…
Io lo comprerei perché non so se e quando una cosa del genere si ripeterà! È davvero una collezione di ricordi di un tour lungo due anni e mezzo! Tre anni, se contiamo anche il tempo impiegato per registrare “Falling In Between”. Siamo tutti molto stanchi e abbiamo bisogno di allontanarci l’uno dall’altro per un po’. Ci vogliamo ancora bene, ma quello che intendo dire è il momento è arrivato per ciascuno di noi di fare qualcosa di nuovo. Comprate il DVD!
[PAGEBREAK] Con la scomparsa di Kevin DuBrow, il rock’n roll ha reclamato un’altra vita. Non è la prima volta che perdi un compagno musicista, vero?
Sono andato a scuola con Kevin e la sua scomparsa mi ha reso molto triste, era una persona fantastica. Tutti noi abbiamo fatto cose stupide a noi stessi, ed ho perso non pochi amici lungo la strada. Che Dio benedica sia lui che tutti gli altri!

La prossima mossa?
Il tour e poi il tour ed anche il tour. Haha.
Sono contento di farlo e non vedo l’ora di essere on the road. Venite a vedermi tra quest’estate e il 2009. Sarò da voi molto presto. Vi ringrazio per il supporto che mi avete dato in tutti questi anni. Peace!

E sull’onda dell’entusiasmo per l’imminente tour di supporto a “Ever Changing Times” (qualche data è già stata finalizzata, tra cui l’imperdibile appuntamento a Lorelei il 20 luglio nell’ambito del rinomato festival Night Of The Prog) salutiamo Steve e corriamo a prenotarci il nuovo dvd dei Toto.

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