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Stigma: When Midnight Strikes!

Forti dell’ uscita del loro debut-album “When Midnight Strikes!” per Pivotal Rockordings, gli Stigma si dimostrano, qui su Loudvision, più intenzionati che mai a far brillare il loro nome nel firmamento del metalcore.

Innanzitutto cominciamo con una domanda di rito, visto e considerato il fatto che siete un nome nuovo sulla scena ed è più che probabile che i nostri lettori non vi conoscano ancora: chi o cosa sono gli Stigma?
S: Siamo una band piemontese, proveniente dalla provincia di Cuneo, nata già nel 2000 come gruppo hardcore ispirato soprattutto a band come Raised Fist e Stampin’Ground. Dell’attuale line-up inizialmente facevano parte solo il cantante Vlad ed il chitarrista Morgan. A fine 2002 siamo entrati nella band io e il bassista Flavio, e questo cambiamento ci ha portati all’avvicinamento a sonorità più death-metal e grind. Con la prima esperienza in studio, una decina di mesi più tardi, abbiamo registrato “Metamorphosis”; cinque pezzi molto veloci, diretti e frenetici, caratterizzati proprio da queste influenze. Affinate le armi a nostra disposizione siamo poi tornati nuovamente in studio un anno dopo per registrare un altro mini ep “Epitaph Of Pain”, che ci ha permesso, oltre ad indirizzare il nostro sound sempre di più verso lo stile che proponiamo sul nostro debut, a farci conoscere un po’ di più e di partecipare a due eventi importanti come Metal Camp e Wacken Open Air nell’estate 2005. Gli ultimi due anni li abbiamo impegnati a scrivere i brani che ora fanno parte di “When Midnight Strikes!”, a migliorarci sul fronte live e a permettere ad Andrea, il secondo chitarrista arrivato l’anno scorso, di integrarsi a pieno nel nostro gruppo. Ora, dopo aver firmato un contratto con l’etichetta americana Pivotal Rockordings siamo finalmente pronti a tornare in pista per promuovere al meglio questo nostro primo album!

Avete detto che due membri della band provengono da passate esperienze nel mondo HC, ma i vostri brani sono tutt’altro che “straight in your face”, considerati i vari intrecci di chitarra e le parti melodiche ben sviluppate: come mai questo cambiamento di stile?
S: Si, come ti ho accennato, gli Stigma nascono come gruppo hardcore con Vlad e Morgan e forse è proprio con il mio arrivo e con quello di Flavio, proveniente dalla scena grind, che si è allargato il campo delle influenze musicali, indirizzandoci fin da subito su sonorità marcatamente death metal. Un altro fattore determinante è anche il fatto che in questi primi anni abbiamo anche potuto allargare le nostre conoscenze musicali, esplorando i vari campi di questo genere e basandoci così su un bagaglio sempre più vasto, oltre anche ad avere avuto il tempo di migliorare nella composizione e di crescere come singoli musicisti.
F: Concordo, in più credo anche che l’evoluzione sia una caratteristica fondamentale nell’ambito musicale, la possibilità di non ripetersi e di migliorarsi sempre è sicuramente uno degli stimoli più importanti per andare avanti!!

Sempre parlando di stile e songwriting, una cosa che mi piace sapere delle band che intervisto è come nasce una loro canzone, visto che dal modo in cui vengono composti i brani si possono capire molte cose. Vorrei fare la stessa domanda a voi: come vede la luce un tipico pezzo degli Stigma?
F: Tutti i nostri brani nascono con la piena collaborazione di tutti gli elementi della band, questo sia perché abbiamo modo di provare assieme con una certa frequenza, ma anche perché solo così possiamo prendere in considerazione tutto il lavoro fatto dai singoli e unificarlo al meglio! In questo modo si impiega più tempo ma si riesce ad essere molto creativi nello strutturare i pezzi, dopo di che inseriamo le linee vocali che successivamente si adatteranno ai testi, ed il gioco è fatto!
S: È vero, uno dei nostri punti di forza è sempre stato quello che tutto viene sempre preso in considerazione, ma solo il meglio viene registrato! Solitamente partiamo da un riff di chitarra o da un pattern di batteria e da lì scriviamo e rielaboriamo finché non siamo tutti completamente soddisfatti! materiale che permette di avere molta scelta nella realizzazione del pezzo e di inserire solo le idee migliori. Sentendo sempre le idee degli altri, si riesce a conoscerli meglio musicalmente e ad ampliare le proprie conoscenze per affinare sempre di più le proprie capacità compositive.

Riguardo ancora al vostro disco, come mai la scelta di utilizzare tematiche tipiche dei film horror nei vostri testi? C’è qualche patito del cinema di serie B tra di voi? Se si, quali sono i film più cruentamente “grim & evil” che consigliereste a chiunque volesse approcciarsi al genere?
F: Siamo sempre stati molto affascinati dal prima cinema horror, vuoi per lo spiccato gusto gotico dei registi di un tempo o per la presenza di attori diventati dei veri simboli di quel genere, e quando Vlad ci ha proposto di trattare questa tematica ci siamo detti subito entusiasti della sua idea! Riguardo ai B-Movies, il vero patito è il nostro cantante, io in passato andavo matto per cose molto più splatter, come “Cannibal Holocaust” o i films di Lucio Fulci! Ahah!
S: Io invece consiglio a tutti di guardare le pellicole che sono alla base del concept di “When Midnight Strikes!”, ovvero il primo mitico “Nosferatu”, il “Dracula” interpretato da Bela Lugosi, i classici con Boris Karloff e perché no, anche cose più recenti tipo la mitica “Armata delle Tenebre”!!

“When Midnight Strikes!” suona veramente potente e cristallino (a parte forse la batteria non sempre chiarissima): dove l’ avete registrato? Come vi siete trovati in studio?
F: Per la registrazione dell’album ci siamo rivolti a Ettore Rigotti dei Disarmonia Mundi, il quale ha avuto senza dubbio un ruolo rilevante per la resa finale del disco, anche grazie all’ottimo lavoro svolto in fasi di mastering da Alessandro Vanara. Per quanto riguarda la batteria abbiamo cercato di riprodurre un suono reale e non semplicemente di puro trigger, quindi non è semplicissimo avere la sua massima chiarezza nell’insieme con gli altri strumenti. Siamo molto orgogliosi di aver scelto di lavorare con Ettore data la sua grande competenza, sia musicale sia nel modo di lavorare in studio. Le registrazioni sono state utili per tutti, infatti, essendo la prima volta che ci trovavamo davanti ad un lavoro del genere, siamo riusciti a capire ed a affinare molti dettagli tecnici.
[PAGEBREAK] Voi siete riusciti a firmare un contratto con una casa discografica d’oltreoceano, scelta che ultimamente è condivisa da anche altre band (come ad esempio gli Slowmotion Apocalypse, che firmarono al tempo con la Tribunal per passare solo in un secondo momento alla Scarlet): è la situazione italiana ad essere disperata o la Pivotal vi ha fatto una grassa offerta?
F: Sicuramente la Pivotal si è presentata con una buona offerta, basandosi solo su quanto avevamo fatto su “Epitaph Of Pain”, cosa che etichette nostrane ormai si rifiutano di fare perché preferiscono puntare sul sicuro e non cercare nuove realtà. Nel periodo intercorso tra la loro prima offerta e la firma, in realtà, abbiamo ricevuto anche altre proposte, ma nessuna che potesse nemmeno affiancare quella di Pivotal, che da subito ci ha messo a disposizione uno staff di persone serissime e molto motivate, che poi sono diventati amici e fans!
S: Non abbiamo sicuramente escluso a prescindere eventuali proposte italiane, semplicemente, come già detto da Flavio, quella di Pivotal ci è sembrata da subito che avesse una marcia in più sotto tutti i punti di vista! Oltretutto il fatto che sia un’etichetta americana ci fa ben sperare sul fatto che la nostra proposta possa essere conosciuta ed apprezzata da un pubblico più vasto.

Cosa ci riservate per il futuro? Avete già cominciato a scrivere nuovi brani o siete impegnati full-time nella promozione di “When Midnight Strikes!”?

F: Per ora il nostro obbiettivo è sicuramente la promozione live dell’album, speriamo di poter concretizzare un buon numero di date, soprattutto nel periodo estivo inserendoci anche in qualche festival importante. Per quanto riguarda le idee sui nuovi brani, posso dire che sembrano molto interessanti…
S: La composizione dell’album era iniziata in quattro, con una sola chitarra, mentre adesso nella realizzazione dei pezzi ci sono cinque menti, e questa è sicuramente una cosa che ci sta invogliando molto è che renderà sicuramente interessante la creazione del nostro prossimo lavoro, che per questo, speriamo abbia un ulteriore evoluzione.

Ora che abbiamo parlato un po’ di voi, viriamo verso discorsi più generali: il mondo del metalcore sta cambiando, viste anche le ultime derive verso il death metal senza compromessi da parte di band come i Through The Eyes Of The Dead. Da genere che qualche anno fa sembrava stesse tirando gli ultimi respiri è diventato un fenomeno quasi di massa: cosa credete possano dare gli Stigma ad un ambiente così saturo?
S: Come band, cerchiamo sempre di considerare un po’tutte le sfaccettature in questo ambito musicale, cercando di non seguire solamente un genere preciso escludendo il resto, perché facendo questo si rischierebbe di fossilizzarsi su una proposta musicale senza grandi possibilità di evoluzione. Seguendo questa logica speriamo così di offrire una proposta originale cercando di creare una nostra impronta distinta che non segue necessariamente la massa, in modo da poter suscitare interesse in una scena, come dici, già molto satura.

Myspace sta diventando sempre più l’unico mezzo per le band di interfacciarsi con il mondo: ho notato che voi stessi non avete un vero e proprio sito, ma solamente un giochino dove bisogna ammazzare zombies e il link al suddetto social network. Potreste spiegarci il perché di questa scelta?
F: In realtà il sito ce l’abbiamo eccome ahah, semplicemente è stato messo da parte per qualche settimana e sostituito con il giochino, che mette in palio una copia di “When Midnight Strikes!” a chi ci ammazza più volte! Ahah! In ogni caso concordo sul fatto che My Space è diventato un must per tutte le band, proprio perché permette un numero di visite impensabili per un normale sito ufficiale, e allo stesso tempo mette le bands nella condizione di comunicare tra loro, oltre che con le etichette discografiche e gli addetti ai lavori, come si faceva un tempo quando si mandavano le lettere, visto che molte bands, anche molto famose, continuano a gestire personalmente i loro profili My Space!!

Bene, direi che abbiamo finito. Lascio a voi lo spazio per concludere degnamente quest’intervista come preferite: una vostra riflessione, una frase ad effetto o quel che vi passa per la testa. Sbizzarritevi e non siate troppo politically correct, Benedetto XVI non legge LoudVision.
S&F: Be’, non si sa mai chissà quali gusti musicali ha Whiteman, ahah! Grazie per la bella chiacchierata e per lo spazio che ci avete concesso, speriamo che tutti i vostri lettori e anche il Papa diano una chance a “When Midnight Strikes!” appena uscirà nei negozi! A presto!

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