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Still Banging

Sono passati ben 24 anni dall’ultima volta che gli Scream, da Washington D.C. sono venuti a suonare in Italia. Anche quella volta la data di Milano ebbe luogo al Leoncavallo. Ma nella vecchia sede, come ci ricorda di persona prima dello show il simpaticissimo bassista Skeeter Thompson.

Anche allora i valdostani Kina erano gli opener designati mentre alla batteria sedeva un giovanissimo Dave Grohl. Poco dopo, nel 1990 la band si sciolse, rimanendo di fatto inattiva fino al 2009, data della reunion. La formazione oggi comprende il drummer originale Kent Stax, uscito nel 1986 dopo “Banging The Drum” ed il nuovo chitarrista ritmico Clint Walsh.

Dopo il riuscito show dei Kina, il combo americano sale sul palco e finisce di mettere a punto la propria strumentazione prima di riversare la propria energia sul pubblico intervenuto. Purtroppo i suoni risultano un po’ impastati, vista la totale assenza di insonorizzazione della sala, ma le doti della band risultano comunque evidenti.

Pete Stahl è un vero animale da palco, non sta fermo un secondo, coinvolge il pubblico, addirittura ci salta in mezzo e poga continuando a cantare. “Amerarockers”, “Bet You Never Thought”, “A No Money Down”, “Feel Like That”, “American Justice” alcuni tra i grandi classici dell’hardcore proposti stasera.

Il tour promuove l’ultimo valido EP “The Complete Control Sessions” uscito la scorsa estate, da cui vengono pertanto proposti alcuni pezzi, come il singolo “Elevate”, “Stopwatch”, “2 Get Free” e la badbrainsiana “Jamin’ At 606″.

Se proprio si vuole rimproverare qualcosa all’esibizione del gruppo diciamo che forse sarebbe stato bello se, anziché privilegiare in modo così marcato il lato hardcore della propria discografia, la band avesse mostrato di più le varie sfaccettature che ne rendono il suono così affascinante. “Banging The Drum” e “Fumble” due dischi dal fenomenale gusto rock ed a tratti addirittura wave, sono stati purtroppo quasi ignorati, mentre pezzi come “Mardi Gras”, “People People”, “I.C.Y.U.O.D.” e “Sunmaker” farebbero un figurone in sede live.

Tutta la band è apparsa comunque in ottima forma, dalla tellurica sezione ritmica Thompson / Stax, ai chitarrismi affiatati di Franz Stahl e Walsh, fino alla già citata prestazione di Pete alla voce e la cosa non può non far piacere. Ora non rimane che attendere che la band realizzi un full length e torni nuovamente a suonare dalle nostre parti. Possibilmente non tra 24 anni!!

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