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Dreamy, softly

Che il dream-pop marcato Sub-Pop non lo facciano solo quei geniacci dei Beach House o gli adorabili Memoryhouse ce lo conferma “Creatures Of An Hour”, gioiellino di un 2011 quanto mai ricco pubblicato dagli Still Corners, formazione anglo-americana al suo primo album in studio dopo il fortunato EP d’esordio “Remember Pepper”.

Liz Fraser insegna: stilemi del genere dream consolidati nel tempo sono la presenza di una voce eterea femminile che intona melodie oniriche e le effonde, trasportandoci in sofisticate atmosfere. L’interessante operazione effettuata dagli Still Corners su questo impianto è una solida unità compositiva forgiata da sottili echi dark, che utilizzati in maniera funzionale impreziosiscono ancor di più il tessuto dell’opera.

“I Wrote In Blood” ne è la riuscitissima dimostrazione.

La voce di Tessa Murray resta impressa, anzi sovraimpressa, come lo è una delle foto promozionali dell’album. Si sente da lontano l’eco di Hope Sandoval e dei suoi Mazzy Star, patrimonio della musica rielaborato con personalità. “Endless Summer”, “The White Season”, “Into The Trees” “Velveteen”, sono tutti pezzi oggettivamente belli. La bravura di Gerg Huges nell’assemblarli rende “Creatures Of An Hour” un album molto al di sopra della media.

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