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  • Still Corners: Strange Pleasures

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Alla ricerca della sonorità perfetta

Segue la scia eterea del dream-pop “alla Beach House”, il nuovo lavoro dei londinesi Still Corners.
Il duo composto da Greg Hughes (in qualità di polistrumentista) e di Tessa Murray (alla voce) ricalca le atmosfere sognanti e tipicamente shoegaze della celebre band statunitense.
Rispetto al precedente “Creatures For An Hour”, “Strange Pleasures” rappresenta un (piccolo) passo in avanti sia a livello di sonorità, di certo più significative e meno evanescenti, sia a livello compositivo, grazie a brani che dimostrano maggiore consapevolezza e desiderio di staccarsi da qualsivoglia paragone con altre band, significativi esempi sono “The Trip”, “Fireflies”, “All I Know” e “Beatcity”.
Riusciranno a mostrare maggiormente il loro valore?

“Strange Pleasures” è davvero un album piacevolissimo, scivola leggero e setoso nelle orecchie, grazie alla fusione di sonorità dream-pop con elementi electro, ma si incaglia pericolosamente nella domanda, che sorge spontanea, a metà ascolto: “Dove l’ho già sentito?”.
Questo è il neo, non solo dell’album, ma del gruppo: se solo si osasse e sperimentasse di più, ci si potrebbe togliere di dosso la patina pesante dei cliché e degli (odiosi) paragoni con altre band.
Le premesse ci sono tutte, coraggio!

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Contro

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