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Still got the…rock!

Accantonato per lo meno temporaneamente l’anelito blues che da un paio di decadi ne regna e governa l’esistenza musicale, Gary Moore torna al rock con un tour estivo molto fantasiosamente denominato “Summer Of Rock 2010″, e che nell’ambito del Milano Jazzin’ Festival questa sera fa tappa presso l’Arena Civica.

Rispolverato un irriconoscibile Neil Carter, ed accompagnato da una sezione ritmica composta dall’ex-Tull Jon Noyce (basso) e da Darrin Mooney (Primal Scream, alla batteria), il chitarrista di Belfast sale sul palco introdotto dalle suggestive sonorità delle uilleann pipes, ed apre il concerto sulle note celticheggianti di “Over The Hill And Far Away”, per la sincera commozione dei (pochi) nostalgici intervenuti.

Il concerto si instrada su territori decisamente hard con “Thunder Rising” e la successiva “Military Man”, su cui aleggia lo spirito del mai troppo compianto Phil Lynott. Con “Days Of Heroes” ci viene regalato il primo di una manciata di inediti appositamente selezionati per questo tour, e che dovrebbero trovare posto sul prossimo disco in studio, anch’esso in odore di ritorno al rock.

Ad elevare il livello emotivo ci pensano una struggente “Empty Rooms”, l’anima celtica di “Blood Of Emeralds” e la sempreverde “Out In The Fields”, con cui inizia finalmente a smuoversi un audience che, fatta eccezione per lo sparuto manipolo di nostalgici attirati all’Arena proprio da questo viaggio a ritroso nel tempo, probabilmente si aspettava un concerto dall’anima blues. Da questo punto di vista il contentino arriverà solo in finale di set, grazie a “Still Got The Blues” e “Walking By Myself”.

Osservando Gary Moore da bordo palco dobbiamo constatare come le movenze del chitarrista, il cui fisico deve aver talmente metabolizzato il blues di cui si è nutrito negli ultimi anni da assumere una rotondità stile BB King, non siano più fluide come un tempo. Le cicatrici che ne solcavano il viso, a memento di un poco raccomandabile incontro con un fondo di bottiglia, non sono quasi più visibili, sfumate in un intreccio di rughe che sottolineano ognuno dei suoi 58 anni. Quello che il tempo non ha intaccato è il suo modo di suonare la chitarra, potente, melodico ma soprattutto così carico di feeling da rendere memorabile anche la più banale delle canzoni.

L’ora e mezza di concerto scorre velocissima, rimane giusto il tempo di un encore prima dei saluti definitivi. E quando partono le prime note di “Parisienne Walkways”, risulta davvero tenere a bada i brividi che corrono lungo la schiena, e che ci accompagneranno a casa, dopo l’ennesima grande serata di musica che ci ha regalato questo 2010.

Dunluce (intro)
Over The Hills And Far Away
Thunder Rising
Military Man
Days Of Heroes
Where Are You Now
Empty Rooms
Old Wild One
Blood Of Emeralds
Out In The Fields
Still Got The Blues
Walking By Myself
———————–
Parisienne Walkways

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