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Still Lighting The Fire

È sempre difficile, molto difficile, per una band andare avanti dopo la perdita di un componente chiave. Da un lato c’è la voglia di andare avanti, di mantenere in vita l’eredità artistica e continuare a offrire ai fan la musica e lo spettacolo che amano, dall’altro ci sono le inevitabili accuse di speculazione e di non essere all’altezza. Se poi il componente in questione è una figura obiettivamente inimitabile come quella di Jim Morrison il problema diventa quasi irrisolvibile e i Doors infatti non fanno eccezione. Dopo la morte del loro frontman i componenti della band sono passati per progetti postumi, reunion e litigi che oggi hanno portato metà della band ad andare in tour come “Ray Manzarek & Robbie Krieger dei Doors”.
Oltre a loro il gruppo è formato da due super professionisti al basso e alla batteria e a un cantante di una tribute band, di nome Dave Brock.
È quindi grande la curiosità – anche da grande fan, lo confesso- con cui arrivo al concerto che si tiene all’Ippodromo del Galoppo a Milano nell’ambito del Milano City Sound 2012, una delle due date italiane di Ray e Robbie per quest’anno.
La serata è calda e umida e milioni di zanzare tormentano il pubblico accorso numeroso, in cui la differenza d’età massima varia di mezzo secolo abbondante, a testimonianza che il lascito artistico della band continua a durare nel tempo.

Nonostante il biglietto segni come orario d’inizio le nove la band, chiamata a gran voce, sale sul palco quasi un’ora dopo facendosi però subito perdonare con un partenza di spessore sulle note di “Roadhouse Blues”.
Il sound è ottimo: i suoni sono chiari e potenti, la ritmica è solida e Manzarek e Krieger dimostrano ancora una volta il loro straordinario talento musicale e strumentale.
Manzarek ormai non veste più i suoi abiti Ivy League e si presenta in jeans, impermeabile e t-shirt, mentre invece indossa dei pantaloni con la bandiera americana, una maglietta su cui campeggia la faccia di Jim e una giacca e, nonostante i capelli bianchi e le rughe, i due sprizzano la stessa energia di allora.
Dave Brock, su cui si concentra ovviamente l’attenzione del pubblico, svolge il suo compito a meraviglia: la sua voce è simile in modo quasi inquietante a quella del Re Lucertola, l’aspetto simile e le movenze molto simili, eppure riesce sempre a mantenersi nel tributo senza mai scadere nell’imitazione.
Via le giacche e si prosegue con “Break On Through (To The Other Side)” e “Strange Days”. Sul palco sono tutti di ottimo umore e si divertono come bambini: scherzano tra di loro e col pubblico e si galvanizzano per la risposta entusiastica del pubblico che canta a squarciagola e applaude fino a spellarsi le mani.
“When The Music’s Over” è dedicata al grande assente e gli rende una degnissima commemorazione.
Per “Alabama Song (Whiskey Bar)” si aggiunge alla seconda chitarra Rick Manzarek.
Si continua con altri pezzi storici e l’entusiasmo di Ray si fa incontenibile: introduce le canzoni con piccoli sketch, fomenta il pubblico e invita i giovani a scopare questa notte stessa; se c’è un uomo che nel bene e nel male non conosce il significato della parola resa, quello è lui.
La band lascia il palco una prima volta per dare spazio a Robbie Krieger e al suo assolo di flamenco, la sua influenza più peculiare, tornando poi quando questo evolve in “Spanish Caravan”. Un’esecuzione da manuale di “L.A. Woman” e poi di nuovo via, prima di offrire come bis il pezzo che ha determinato il loro successo: “Light My Fire”.
Il progetto di Manzarek e Krieger è promosso a pieni voti: non suonano solo per raccattare altri soldi né per prendersi in giro con un improbabile revival, ma continuano invece a tenere in vita l’arte della band, con vero amore. È questo, a mio personale parere, è un motivo più che valido per continuare a farlo.
Quanto a Dave Brock, sa gestire al meglio il suo difficile compito: restituisce ai fan l’idea di come potrebbe essere un Morrison vivo e sobrio oggi e se pur non possiede ovviamente lo stesso magnetismo compensa con la sua capacità di rendere omaggio allo sciamano del rock senza pretendere di sostituirlo.

La soddisfazione che il concerto lascia nel pubblico è la prova definitiva: i due Doors sanno ancora come accendere il fuoco nell’anima.

Roadhouse Blues
Break On Through (To The Other Side)
Strange Days
When The Music’s Over
People Are Strange
Alabama Song (Whiskey Bar)
Backdoor Man
Peace Frog
Touch Me
Robbie’s Solo / Spanish Caravan
L.A. Woman

Encore:
Light My Fire

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