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  • Still Remains: Of Love And Lunacy

    Still Remains

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Derivativi e poco originali

Ennesima meteora new-metalcore? Probabilmente. Still Remains, facce imberbi, look spontaneo quanto basta, musica ripetitiva. La nuova uscita Roadrunner non fa che ribadire il totale collasso di una scena ormai ipersatura e sfruttata all’inverosimile in attesa del nuovo trend di riferimento. I nostri baldi giovani danno alle stampe la loro seconda fatica discografica ufficiale proponendo un sound che si rifà agli ultimi In Flames, Soilwork e Dark Tranquillity. E già qui ci sarebbe materiale per vacillare. La base hardcore del quintetto viene sommersa da riff e melodie di scuola svedese che non convincono per la ripetitività e l’approccio impersonale con le quali vengono proposte, andando a formare 12 tracce scontate quanto un 3×2 del discount. Formula classica: screaming roccioso alternato a refrain puliti, intrecci di chitarra, batteria in costante doppia cassa e una tastiera piuttosto in evidenza non riescono da soli ad alzare la qualità di un gruppo ancora troppo impegnato a “coverizzare” i propri idoli per risultare appetibile o minimamente coinvolgente. Speriamo soltanto che le cose pian piano inizino a migliorare e l’attenzione di media, etichette e stampa specializzata svanisca con la velocità con cui è iniziata.

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