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  • Stormwarrior: Heading Northe

    Stormwarrior

    Data di uscita: 01-01-2008

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Ogni paese ha il suo Sanremo

Scoperti da Kai Hansen, che vi aveva visto un giusto clone delle proprie radici, gli Stormwarrior hanno appena finito di lanciare un live album che riepiloga immaturamente un’attività di studio ancora limitata (l’omonimo “Stormwarrior” del 2002 e “Northern Rage” del 2004). Così, ad un anno di distanza, la band si riaffaccia sul mercato con un terzo studio-album che non si discosta molto dalle trascorse esperienze.
Evidentemente, il campionario di banalità tedesche non è mai saturo quando si tratta di unire nomi come Piet Sielck (Savage Circus, Iron Savior) e Tommy Hansen (Helloween, Hammerfall, Pretty Maids), rispettivamente al missaggio ed al mastering. Ma, si sa, la curva della domanda e dell’offerta, in Germania, trovano un punto di intersezione del tutto peculiare rispetto al resto dell’Europa. E tanto spiega le ragioni di un Sanremo tutto teutonico ed in pianta stabile, fatto di power anthem, riff taglienti e doppia cassa roboante, dove l’ode agli dei della guerra è l’unico motivo ispiratore. Non ci si meravigli pertanto se “Metal Legacy” è una sorta di “Razorblade Sigh”, o se la copertina (una schiera di navi vichinghe sopra un mare in tempesta) è ormai una clipart del genere.
Tuttavia, in questi cliché, gli Stormwarrior si muovono disinvoltamente, elargendo con perizia uno speed power metal che pesca nel brodo primordiale di Gamma Ray, Helloween e Running Wild. La produzione ricalca dinamiche ed esigenze di un’istintualità che gli anni ’80 – all’epoca più per necessità – realizzavano.
Se sia anacronistico parlare ancor oggi di band come gli Stormwarrior passa prima di tutto per una considerazione, indotto necessario di una proposta che non ne vuole sapere di rinnovarsi: ha senso giudicare una musica che ormai è entrata a far parte del patrimonio folkloristico nazionale?

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