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  • Stratovarius: Elements Pt.2

    Stratovarius

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Part One: Try Again. Part Two: Try Again

Il secondo capitolo dell’ “Elements Opera”, composta in un unicum temporale ma edita in due trance distanti meno di un anno l’una dall’altra, mette subito in chiaro un punto: “Elements” non è un concept-project. Questa seconda parte non ha infatti nulla che la ricolleghi alla precedente, eccezion fatta per il nome e l’artwork. L’ormai ultradecennale discografia degli Stratovarius ci ha insegnato a non attenderci stravolgimenti né improvvisi cambi di rotta per quanto concerne il songwriting; in effetti questo disco non smentisce le attese. Tralasciando l’analisi dell’assortimento dei brani, del tutto conforme agli ormai noti stilemi della band, l’attenzione si concentra sull’offerta musicale. Come il giallo lampeggiante dei semafori in piena notte, quest’album ci invita a passare, ma facendo un po’ di attenzione. Con sorpresa (forse non troppa) scopriamo che sono le ballad “Luminous” (melensa, melliflua e banale) e “Liberty”; a costituire il vero anello debole dell’opera, ben assistite dall’opener “Alpha & Omega”, che maldestramente si fregia di una solennità asettica che soffoca e irrita (su queste tonalità Kotipelto offre il peggio di sé). Tra un cartello di pericolo e l’altro, il viaggio fra gli “elementi” ci regala anche momenti di moderata euforia. Sul suo territorio naturale, cioè quando può spingere al massimo sull’acceleratore, il motore sportivo del quintetto nordico fa sentire tutti i suoi cavalli. I pezzi veloci esaltano e divertono, mentre è “Awaken The Giant” a regalare l’unica parentesi originale grazie ad alcune vocals filtrate e qualche passaggio quasi non scontato. Scorrendo con occhio clinico le tracklist dei due “Elements” si potrebbe facilmente estrapolare un unico accettabilissimo (non di più) album, invece la realtà ci consegna due lavori discutibili. Operazione maldestra.

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