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Il riciclaggio di se stessi

Ancora scossi dalla delusione di “Infinite”, un anno dopo ci troviamo fra le mani questo “Intermission”: un raccolta di bonus track, cover, brani live e alcuni inediti. La Nuclear Blast come suo solito non si risparmia nella promozione di questo album, che viene presentato in più di una versione. “Intermission” viene prodotto proprio mentre gli Stratovarius annunciano la decisione di volersi prendere una pausa di riflessione, che di fatto li vedrà inattivi tra “Infinite” ed “Elements Pt.1″ per quasi quattro anni. Composto da ben 15 tracce, questo platter non ha molto da offrire ai fan più assidui della band né può far brillare gli occhi ai neofiti del genere. Ad ogni buon conto le prime quattro tracce, mai apparse su nessun precedente full length della band, riescono almeno in parte a rendere sopportabile il platter. Complessivamente, sia chiaro, non c’è nulla di nuovo sotto il sole. Le cover “Bloodstone”, “Kill The King” e “I Surrender” (in versione live) risultano francamente inopportune. La restante offerta musicale appare scadente, con alcune bonus track delle edizioni nipponiche dei precedenti album, una versione live di “Hunting High And Low”, la riproposizione dei brani già offerti nel bonus CD di Infinite e poco altro. Un disco oggettivamente trascurabile che non ha alcun motivo d’essere se non in veste di mera money-machine. Imbarazzante e cestinabile.

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