Home > Recensioni > Stratovarius: Stratovarius
  • Stratovarius: Stratovarius

    Stratovarius

    Loudvision:
    Lettori:

Il fondo del barile

“Stratovarius” arriva dopo una sequenza di fatti e misfatti di ogni sorta che hanno più volte movimentato la lineup e la vita stessa della band. Gli iniziali allontanamenti di Timo Kotipelto (vox) e Jörg Michael (drums), la brevissima comparsa di una vocalist femminile (tale Katriina Wiiala, che di fatto non ha mai preso parte a nessun lavoro, fatta eccezione per l’incisione di alcuni demo), la lite fra Timo Tolkki e lo stesso Kotipelto, il cambio di label, i problemi mentali (principalmente indotti dalla sua depressione) che hanno afflitto Tolkki fino a costringerlo al ricovero ospedaliero, la ricomposizione della lineup e infine l’addio del bassista storico della band Jari Kainulainen, che si è congedato dagli Stratovarius proprio con quest’ultimo lavoro; abbastanza per lasciar comprendere quanto questa release fosse del tutto inopportuna, visti i tempi che correvano. Ma insieme ai tempi corrono anche contratti e scadenze. Corre la febbre del “bisogna registrare un album”. Corre la febbre di quelli che “è uscito il nuovo disco degli Stratovarius, compriamolo!”. Tutto corre, eccezion fatta per lo stallo raggelante dell’ispirazione della band che è ai minimi storici da qualche anno a questa parte. Noi invece preferiamo fermarci qui. Preferiamo mettere un punto per indurre alle dovute riflessioni fan e appassionati della band finlandese. A seminar vento si raccoglie tempesta, e sarebbe già qualcosa. Ma a non seminar niente… Raschiare il barile, questo non lo si può accettare.

Scroll To Top