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  • Streetkind: Ocean Grown

    Streetkind

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Più Miami meno Riccione

Premessa: ci troviamo davanti al secondo lavoro di un gruppo che vanta discendenza siciliane, cherokee, russe, ebree, inglesi e tedesche. Gli Streetkind hanno fatto la magia di raccogliere solo il buono di ogni parte del mondo e hanno prodotto “Ocean Grown”: una bomba. Impossibile definire il genere con una sola parola a causa di strumenti, sonorità, voci e aperture musicali troppo varie. Senza dubbio è un album estivo, che se fosse uscito in una stagione fredda mi avrebbe gasato poco.

La capacità di passare dal rap al rock old scul toccando reggae e ska punk è davvero notevole. Le tracce sono quasi tutte azzeccate e potenzialmente singoli (tralasciando quando cadono nella ripetizione).
La prima traccia, “Ole”, è la perfetta canzone da tormentone estivo e magari se i DJ della riviera ce la spingevano ci evitavamo quella merdata di Danza Kuduro.
W Miami, W gli Streetkind e W “Ocean Grown”.

Pro

Contro

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