Home > Recensioni > Stryper: Murder By Pride
  • Stryper: Murder By Pride

    Stryper

    Data di uscita: 28-08-2009

    Loudvision:
    Lettori:

Rovinati solo dalla produzione

Per rimanere sempre giovani – dicono – non si deve mai indulgere agli eccessi. Eccessi che gli Stryper, vuoi per il loro rockeggiare buonista, vuoi per le tematiche cristiane (le prime forse, negli ambienti metal), vuoi per un look che non ha mai attraversato le sale dell’estetista o le pelletterie, vuoi ancora perché non si sono mai imposti al grande pubblico, insomma, eccessi che loro, gli Stryper, non hanno mai assecondato. Di qui l’appellativo di bistrattati.
Ma chi ha detto che la favola del brutto anatroccolo abbia come obiettivo caratterizzante solo le passarelle di moda?

I rockers americani si sono ripresi la loro rivincita, con un album di glam metal perfettamente in sintonia con la rinnovata moda eighties. I ritmi: allegrotti ed esuberanti; i lenti: quelli sì, come un tempo si ballavano alle feste under 18; ed i ritornelli: che si immagazzineranno nella vostra memoria come quando avete imparato ad andare in bicicletta. E la trovata di rilanciare il sempreverde bostoniano “Peace Of Mind”, suonato in modo eccelso dall’ospite Tom Scholz. Forse questa volta il flyier illustrativo della label ha detto il vero: l’album nasce dalla collaborazione del singer Michael Sweet con i Boston. Rispetto al passato, infatti, gli Stryper hanno un suono più curato ed un riffing che fende il vento.

Ed allora, il difetto (perché noi un difetto lo dobbiamo sempre trovare) dove si nasconde? I suoni. Una produzione che si rispetti non renderebbe questo precario senso da sala di registrazione casalinga. Stupiti, cerchiamo la ragione in una consapevole scelta della band, di rendere l’atmosfera garage che si respirava trent’anni fa, quando il glam alla Bon Jovi andava per la maggiore. Ma tant’è: calati nell’atmosfera, dopo le prime note non ci si accorge più del gap. E via, col vento in faccia e la cappotta abbassata.

A condizione che non ci si faccia influenzare dai nomi, il divertimento a volte proviene da dove meno lo si aspetta. Gli Stryper ci hanno sorpreso, trasmettendoci un’allegria semplice e genuina. Sarà forse effetto del morbo della nostalgia, del quale anche noi in parte siamo affetti, ma “Murder By Pride” ci ha restituito il sole dei vent’anni.

Pro

Contro

Scroll To Top