Home > Recensioni > Subliminal Fear: Uncoloured World Dying
  • Subliminal Fear: Uncoloured World Dying

    Subliminal Fear

    Loudvision:
    Lettori:

Export death metal from Italy

Dalla Puglia proviene questa formazione d’esportazione sotto contratto con la Burning Star Records e dedita ad un death metal d’assalto leggermente hardcorizzato, che ha i suoi prodromi in formazioni come Darkane, Soilwork, Killswitch Engage prima maniera e At The Gates. Facile intuire quindi che il quartetto, attivo dal 2001, non esca poi tanto dale coordinate di genere, fatte d’un riffing tosto e parecchio terzinato, batteria gravida di passaggi in doppia cassa a sottolineare maggiormente le plettrate di chitarra e una voce che alterna urla a momenti più melodici, piazzati pressoché in prossimità dei refrain.

I Subliminal Fear hanno dalla loro la forza di non cedere alle tentazioni mainstream di tante band dedite a tali sonorità e rimangono ancorati ad un sound più squisitamente metal che hardcore. Esempi lampanti sono le reminiscenze classiche di brani come “Destroy My Ruins” e “I’ve Lost My Control”. I nostri dimostrano buona competenza tecnica, che consente loro di comporre canzoni articolate e complesse nelle strutture, fattori indispensabili quando si ha a che fare con composizioni dai cinque minuti di durata media ciascuno.

Forse il limite dei Subliminal Fear è quello di non aver ancora piazzato il pezzo da novanta che spicca più degli altri, di non aver ancora impresso a fuoco dei riff veramente memorabili, di avere ancora qualcosa da dimostrare in termini di personalità e di cadere ogni tanto nel trabocchetto di un songwriting a tratti monotematico. Cose di non poco conto ma nemmeno completamente castranti, se si tiene ben in mente che questo “Uncoloured World Dying” è il loro debutto su lunga distanza. Il tempo ci dirà cosa saranno capaci di fare, nel frattempo si consiglia l’acquisto di questo dischetto a chi, imperterrito, continua ad amare certe sonorità.

Scroll To Top