Home > Recensioni > Sula Ventrebianco: Cosa?

Ventrebianco, cuoresporco.

Se appartenete a quel genere di persone che hanno bisogno di prime pagine dei magazine e di milioni di dischi venduti per apprezzare una band, fate pure a meno di leggere questa recensione. A meno che non vogliate abbandonate ogni pregiudizio.

I campani Sula Ventrebianco non sono ancora su copertine e cartonati da negozi di musica, ma ci arriveranno molto presto. Soprattutto se proseguiranno sulla strada intrapresa nel debutto intitolato “Cosa?”.

Roba da far preoccupare Mr. Capovilla, perché a breve qualcuno gli ruberà il mestiere, nonché il primato italiano di saper unire ad un rock sporco e che ancora puzza di palco, dei testi curati alla perfezione. In più ci mettono dentro la loro terra, usando ora il dialetto, ora melodie mediterranee.

Non vi resta che alzare il volume.

Recensire un bel disco è un lavoro piacevole, le parole si susseguono senza difficoltà alcuna, perché si ha voglia di consigliare quei brani, quella band e i loro live.
Cosa succede, però, quando quel disco non è solo un bel disco? Cosa succede quando quelle tracce sono vere e proprie sorprese? Le parole iniziano a diventare superflue, e chi scrive vorrebbe portare ad ognuno dei lettori una copia dell’album, dicendogli di accendere lo stereo e nulla più.
Ecco, “Cosa?” è quel tipo di sorpresa. E se tutti voi foste miei amici, ci vedremmo stasera perché avrei da darvi qualcosa.

Pro

Contro

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