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Sulla corda di un piano

Siamo ai Trafalgar Recording Studios, storici studi romani nati negli anni Settanta, per assistere alla presentazione del disco d’esordio di Alberto Pizzo, pianista giovane e un po’ impacciato al microfono che diventa quanto mai deciso e determinato quando suona il suo piano.

“Funambulist” contiene sia tre inediti scritti da Alberto, che rivisitazioni di alcuni brani che sono passati alla storia della musica, non solo italiana ma anche internazionale, tra cui “Giù La Testa” Di Ennio Morricone e “Era De Maggio” canzone che eredita il testo da una poesia di Salvatore di Giacomo musicata poi da Mario Pasquale Costa.

Il disco, come viene spiegato nel corso dell’incontro: «È stato registrato dal vivo in tre momenti diversi: uno in questo studio alla presenza di amici proprio per suonare lo stesso pianoforte che suonò Keith Emerson, un altro momento è stato a Radio1 Rai in un programma di Gianmaurizio Foderaro, e infine a Rai Corporation dove Franco Schipani ha voluto Alberto Pizzo come ospite».

Nel corso dell’incontro sono intervenuti raccontando alcuni aneddoti anche Franco Bixio, figlio del famoso autore di “Parlami D’Amore Mariù”, nonché presidente della Cinevox Records con cui Alberto ha inciso “Funambulist”, e Renato Marengo, produttore artistico del lavoro di Pizzo.

Colpisce il video di “Profondo rosso”, proiettato all’inizio dell’incontro,ma è solo quando Alberto a suonare,prima “Parlami D’Amore Mariù”, per proseguire con “Giù La Testa” di Morricone, “Libertango” di Piazzolla e il suo “Mediterraneo”, che si coglie il senso dell’incontro e del disco.

Il bis è richiesto a gran voce come se si fosse a un concerto e non a una conferenza stampa, e Alberto lo concede con “Era De Maggio” e “Tamurriata Nera”, che come racconta ancora una volta Bixio, venne scritta da Nicolardi, che nel dopoguerra era direttore sanitario di un ospedale, quando vide una donna del luogo partorire un bambino nero.

Una presentazione in cui si è avuto modo di toccare con mano la bravura di Alberto Pizzo che nel suo disco fonde il passato e il presente della musica sena rinunciare all’originalità.

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