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Sun Kil Moon in concerto a Roma, report live e scaletta

Ieri sera, 8 Giugno 2015, presso la sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica di Roma si sono esibiti i Sun Kil Moon.

La curiosità per questa band è tanta, specie dopo il fortunato 2014 appena trascorso. Il gruppo californiano ha infatti conquistato le critiche internazionali con l’album capolavoro Benji, raggiungendo le vette di tutte le classifiche di musica alternativa. Perché, chiaramente, un progetto come Sun Kil Moon non lo si troverà mai nelle top ten dei dischi più venduti del mese o degli album più trasmessi dalle radio; ha in sé, nella composizione dei brani, nella scelta degli arrangiamenti e nella sua quintessenza che è la voce di Mark Kozelec, delle particolarità intrinseche troppo fuori dagli schemi, troppo distanti da ciò che è così maledettamente già sentito; e questo, diciamocelo, rende i Sun Kil Moon un gruppo non proprio accessibile.
Eppure, “Benji” è stato riconosciuto quasi all’unanimità come album rivelazione dell’anno. La rivista Pitchfork lo ha descritto come un disco in cui si parla di “bellezza, verità, cattiveria, humor, grazia e il semplice esistere in questo mondo”.
Questo mese è uscito il nuovo lavoro di Kozelec e soci, intitolato “Universal Themes” e il tour di promozione ha toccato anche l’Auditorium Parco della Musica di Roma e noi di LoudVision eravamo lì ad assistere allo spettacolo.
Le prime note suonate dalla chitarra distorta di Mark sono quelle di “Little Rascals” brano inedito dalle sonorità più forti che contraddistinguono “Universal Themes” accompagnate dalla presenza di una doppia batteria e una combinazione di chitarre semiacustiche. Il live si struttura come un lungo racconto di oltre due ore che a tratti assume le sembianze di una confessione o a volte di una semplice chiacchierata; il corpo strumentale sostiene la voce di Kozelec in serrati riff che donano nuovo vigore a brani come “Dogs” mentre creano pacate atmosfere per accompagnare l’ascolto di canzoni suggestive come “Micheline”. La bella e aggraziata “Carissa” arricchita da romantici arpeggi di chitarra incanta con le se sfumature folk country. “The Possum” è il secondo gioiellino presentato del nuovo lavoro, un’eclettica e variegata combinazione di stili dove gli spunti delle chitarre accompagnano la voce di Mark, incessante e a tratti impetuosa.
Mark Kozelec è un maestro nel raccontare avvenimenti quotidiani donandogli una poetica che è al contempo unica e normalissima, come nella descrizione della prima volta che vide il film “The Song Remains The Same”; oltre dieci minuti di canzone che dal vivo hanno fatto sognare gli spettatori. Particolarmente toccante l’esecuzione di “I Can’t Live Without My Mother’s Love”.
Tra i brani presentati dal vivo i Sun Kil Moon hanno suonato anche “Ceiling Gazing”, un’onirica passeggiata tra gli armonici di chitarra presente nell’ultimo film di Paolo Sorrentino, “Youth – La Giovinezza”.

Nel corso del concerto i Sun Kil Moon hanno reso possibile il contatto tra l’artista e il pubblico grazie al loro modo di suonare e trasmettere le emozioni in musica; un’abilità che, nonostante l’ostacolo linguistico spesso comprensibile vista la complessità e la lunghezza dei testi, ha reso possibile un coinvolgimento emotivo molto intenso alimentando il desiderio di volerne sempre un po’ di più. Il pubblico era a suo agio con il gruppo e, parole di Kozelec stesso, è stato lo stesso anche per la band.

Di seguito la scaletta del concerto:
Little Rascals
Mariette
Hey You Bastards I’m Still Here
Micheline
Richard Ramirez Died Today Of Natural Causes
Carissa
The Possum
Ali/Spinks 2
I Watched The Film The Song Remains The Same
Dogs

I Can’t Live Without My Mother’s Love
This Is My First Day And I’m Indian And I Work In A Gas Station
Encore:
Ceiling Gazing
Caroline

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