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Suoni dall’aldilà

A pochi mesi di distanza dal Gods Of Metal, i Morbid Angel tornano sull’italico suolo con un seguito di tutto rispetto. Purtroppo le politiche milanesi riguardo l’ora di fine concerti sono sempre severe e costringono i festival più ricchi di band a cominciare prestissimo (e puntualissimi!), rendendo difficile per molti arrivare in tempo.

Complice il traffico milanese, ci siamo persi parte del concerto degli Arsis: da quel che si è potuto vedere la loro confidenza con il palco era buona, ma la loro proposta musicale non ha catturato il pubblico, che per la maggior parte era seduto sugli spalti immobile ed annoiato.
L’esibizione è anche stata penalizzata da suoni pessimi, che non permettevano, a chi non li conoscesse già, di capire alcunché di quel che stavano suonando i poveretti. Anche la durata è stata molto limitata: forse sarebbe stato meglio far suonare un gruppo in meno e curare di più l’aspetto tecnico.

Nel cambio palco (abbastanza rapido) qualcuno ha cominciato ad alzarsi per accogliere i norvegesi Keep Of Kalessin, che hanno approfittato di questa data anche per promuovere l’ultimo album “Kolossus”. La loro esibizione è stata tecnicamente molto buona, ma i suoni hanno continuato a rimanere pessimi e solo con molta fantasia si sono riuscite a ricostruire le canzoni percependone tutti gli strumenti. Sono stati eseguiti principalmente, e ovviamente, brani dell’ultimo album, ma il pubblico si è veramente riscaldato solo con i brani “Crown Of The Kings” e “Many Are We” del disco precedente, rendendo esplicito il presentimento che l’ultimo lavoro fosse leggermente sottotono. Anche per loro il tempo è stato avaro e prima che la folla avesse modo di apprezzarli appieno sono dovuti scappare, non senza complimentarsi con il pubblico italiano.

Il gruppo seguente in scaletta erano i Marduk, che si sono fatti attendere per parecchio tempo sulle note di un sottofondo musicale infinito. Quando hanno finalmente cominciato a suonare, il pubblico si è lamentato a gran voce per il consueto pastone sonoro. Mortuus ha dovuto urlare come un dannato – mai termine fu più azzeccato – per far sì che la sua voce diventasse minimamente udibile, ma ha comunque gestito egregiamente il palco, comportandosi esattamente come ci si aspettava e corredando il tutto con bestemmia in italiano; la scaletta tuttavia è stata poco brillante, andando a pescare solo alcuni classici e proponendo al loro posto canzoni meno interessanti.
[PAGEBREAK] Arriva quindi il momento dei Kataklysm e del loro carismatico frontman Maurizio, che ha mandato tutti in puro visibilio. Il suo italiano praticamente perfetto ha fatto sentire il pubblico a proprio agio e ha permesso qualche gag comica, come quella che ha coinvolto il povero batterista, che si è preso a sua insaputa del “piscione”, o quella volta a tranquillizzare i ragazzi della security riguardo il crowdsurfing che si stava scatenando.
Questa volta finalmente i suoni sono stati ben regolati e si è potuto apprezzare il concerto nella sua interezza, pur dovendo fare i conti con un pogo abbastanza violento, come c’era da aspettarsi. La familiarità tra il cantante e il pubblico ha dato allo show una marcia in più, senza nulla togliere all’impeccabile lato musicale (specialmente da parte del batterista). Quando la band ha annunciato la fine del concerto il pubblico si è veramente disperato, tanto che alcuni sono sembrati dimenticarsi che i veri headliner dovevano ancora arrivare.

Nella pausa che li ha preceduti la sala si è riempita ancora di più, nonostante la musica techno/hardcore messa come sottofondo in sala, apparentemente scelta dalla band stessa. L’attesa si è consumata ben sperando per la questione dell’acustica; con l’ingresso dei Morbid Angel però i problemi sono tornati a farsi sentire, anche se in quantità minore che all’inizio. Il pubblico è parso vagamente infastidito, ma dopo le prime canzoni è sembrato dimenticarsene, preso com’era dalla foga del concerto.
David Vincent ad ogni modo non ha voluto essere da meno rispetto a Maurizio Iacono e ha scherzato con il pubblico riguardo uno spiacevole incidente in cui era incappato in aeroporto a Malpensa, mentre quest’estate si recava al Gods Of Metal, rompendo un po’ il ghiaccio. Il concerto sicuramente avrà soddisfatto tutti i fan dello storico gruppo, anche se si è parlato di monotonia, vista la riproposizione di molte canzoni già suonate al Gods.

Nel complesso si è trattato di una serata discreta, non fosse per la questione audio: probabilmente chi ha pagato (non poco) per un bel concerto si aspettava un maggiore interessamento da parte dei fonici.

Morbid Angel:
Rapture
Pain Divine
Maze Of Torment
Sworn To The Black
Nevermore
Lord Of All Fevers And Plague
Fall From Grace
Chapel Of Ghouls
Dawn Of The Angry
Where The Slime Live
Blood On My Hands
Bil Ur-Sag
God Of Emptiness
World Of Shit

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