Home > Interviste > Super Elastic Bubble Plastic: Chances, il nuovo album tra passato e futuro

Super Elastic Bubble Plastic: Chances, il nuovo album tra passato e futuro

Al MEI di Faenza ci aspetta una delle band più vulcaniche del panorama italiano: i Super Elastic Bubble Plastic.
Gionata Mirai (voce e chitarre), Alessio Capra (batteria) e Gianni Morandini (basso) hanno formato questa band indie rock nel 2001 a Mantova e, dopo un percorso costellato da varie soddisfazioni musicali, si raccontano in questa intervista parlando del loro nuovo album, “Chances”, e raccontandoci aneddoti curiosi.

Ciao ragazzi! Raccontateci l’avventura del nuovo album.
Ciao! Eh sì, hai detto bene, è proprio un’avventura! L’album è stato concepito come un figlio, l’abbiamo cresciuto e, dopo la gestazione, l’abbiamo partorito con le nostre manine: registrato, prodotto e arrangiato da noi. Poi abbiamo avuto la possibilità di distribuirlo tramite Venus.?? Abbiamo l’ufficio stampa legato al management, ma la cosa importante è che non abbiamo chiesto niente a nessuno per distribuirlo… è un’esperienza strana!??

Proprio indie, completamente indie! ?
Forse anche di più… Il nostro mood è indie, ma visto che qui al MEI non c’è nessuna etichetta il nostro disco non è presente in questa occasione. ??

Parlateci del titolo.?
Il titolo del nostro album, “Chances”, è legato al contenuto e all’essenza del disco stesso. Siamo usciti con un disco nostro al 100%, abbiamo deciso di darci questa opportunità.

Importantissima questa frase: “Ci siamo dati questa opportunità”.
Non è una cosa così scontata e, soprattutto, non è così facile. È una cosa che bisogna cercare e bisogna volere per farla accadere, e noi ci stiamo lavorando parecchio. Per ora attendiamo i risultati del nostro lavoro e siamo sicuri di ottenerli: a noi il disco piace!??

Avete registrato un video??
Sì, è uscito il video di “Fake Queen”, il primo singolo dell’album. Anche questo l’abbiamo girato noi! Abbiamo sfruttato una buona idea e di base, se c’è una buona idea, viene fuori un buon video. La maggior parte dei video che si vedono in giro sono ben fatti tecnicamente, ma non sono animati da un’idea forte e quindi alla fine non risultano video vincenti. ?Secondo me se c’è un minimo d’idea dietro, un minimo di contenuto, le cose funzionano, anche se per realizzarle si hanno a disposizione pochi mezzi.? Abbiamo radunato amici e fan in un locale in prestito per 2 giorni e abbiamo chiamato gente comune a riprendere tutto con macchine fotografiche, cellulari e videocamere. Poi, una volta raccolto tutto il materiale, Alessio ha curato il montaggio.?

Da quanto tempo la formazione della band è composta da voi tre?
Dal 2001!

In parallelo Gionata aveva il progetto con il Teatro degli Orrori??
Sì, il Teatro degli Orrori esiste ormai da 4 anni ed è una falange.?

(a Gionata) Ti stai dedicando di più ai Super Elastic?
Il tour del Teatro degli Orrori si è appena fermato e stiamo pensando al nuovo disco. Approfitto di questo spazio di tempo per uscire con l’album e il tour dei Super Elastic.??

Com’è quest’esperienza al MEI??
È già la quarta volta che suoniamo al MEI. È sempre il solito, penso che tra 10 anni, se ci sarà ancora, sarà uguale! ??

15 minuti di live! ?
Sì, un quarto d’ora su mezzo palco. Il MEI in sé non serve a un cazzo se non un minimo a livello promozionale, ma solo per chi cerca un’etichetta.? Penso che al MEI, in passato, qualcuno sia arrivato a una decina di demo miei.
Comunque se il tuo obiettivo è fare uscire un disco, non serve passare dal MEI.? Una cosa di una tristezza allucinante è stato vedere, il primo anno che siamo venuti, vicino agli stand delle etichette, gli scatoloni, come se fossero bidoni dell’immondizia, straboccanti di cd. È una cosa bruttissima! Magari qualcuno si è sbattuto per fare un demo! ?È impossibile pensare di venire qui, dare un demo ed essere scoperti.?
[PAGEBREAK]?
Voi come avete fatto? ?
Siamo venuti qua, abbiamo dato un demo e siamo stati scoperti! ?No, non è vero! Ci siamo sbattuti dal 2001 al 2005 prima di ottenere qualcosa e di trovare qualcuno che ci producesse!?
Abbiamo realizzato? 3 album in 4 anni: 2005, 2006 e 2008. Il primo disco è stato registrato nel 2002!

Qual è la vostra principale ispirazione? Il mitico Steve? ?
No basta, ti giuro che stiamo cercando di smettere! Abbiamo provato ad ascoltare in studio, solo per avere dei riferimenti di suono, qualcosa di Steve Albini ma non è la cosa che ci ha stimolato di più. Per questo disco non ci è interessato quel tipo di suono, ma forse ci sono delle reminiscenze a livello inconscio.

C’è chi ci ha sentito i Mastodon per quanto riguarda la batteria.?
Pare che siano fighi, non lo so, non li conosco! Ma sono dei metallari folli! Cosa c’entrano con noi???

La voce? Raccontami come sei arrivato a questa impostazione. ?
Non c’è nessuna impostazione. Sui cantati c’è un lavoro più grosso del solito in questo ultimo disco perché molti sono stati fatti dopo i take strumentali, a differenza del primo album che è stato pensato già con la voce. È stato suonato e potevo anche cantarlo nello stesso tempo. In questo alcuni punti sono stati cantati successivamente senza suonare. Ora mi trovo a dover imparare a cantare e a suonare le canzoni assieme. Figo perché non avendo l’impedimento dello strumento sono riuscito a lavorare di più sulla voce. Dal vivo è un casino ma sto studiando!?

Per il futuro cosa avete in mente? ?
Concerti. È iniziato il tour, toccheremo molte tappe tra cui, a fine marzo, Germania, Belgio e Olanda. Stiamo anche pensando di fare qualcosa di acustico. Il prossimo live è il 13 dicembre al Magnolia a Milano: Gelato al Veleno di Rockit. E sarà un concerto vero: suoneremo almeno un’ora o tre quarti d’ora! Siamo gli headliner.?

All’estero avete già avuto qualche esperieza? ?
Cerchiamo di battere chiodo un po’ ovunque! Abbiamo alle spalle già 3 tour internazionali: Germania, Belgio e Olanda con l’Eurosonic, un festival gigantesco nella città di Groeningen. La cittadina viene bloccata da almeno 100 concerti al giorno! ??

Quali sono le differenze tra situazioni all’estero e in Italia? ?
All’estero è tutta un’altra storia! La cosa che salta subito all’occhio è la differenza di età, soprattutto in Belgio, della gente che va ai live. In Italia l’età media è tra i 18 e i 30 anni, mentre in Belgio puoi trovare anche la famigliola che viene al concerto! È bello perché suoni anche davanti ad un pubblico più vario. Di conseguenza hai anche un feedback diverso. A livello promozionale non esisti, nessuno ha letto di te sul giornale e non devi piacere a tutti per forza. Tutto quello che arriva è una figata. È tutto figo, tutto vero! È una prova grossa perché se fai cagare, fai cagare! ?Ha sempre funzionato, è 3 anni che ci andiamo. È sempre stata una bomba, quindi significa che è una buona strada da percorrere.

Cosa manca all’Italia? ?
In Italia mancano il mercato musicale e gruppi decenti, manca il coraggio di svincolarsi da ciò che si sente. Qui tante band hanno una sorta di complesso di inferiorità, che le porta a rifarsi spudoratamente ad altri gruppi. Fanno quello perché così sanno che esiste già un determinato giro. C’è poca volontà di sperimentazione.? Ciò non toglie però che ci siano anche in Italia gruppi fighi.
[PAGEBREAK]?
Parlatemi dell’underground di Mantova. Che mentalità vige??
La mentalità è legata agli spazi che ci sono a disposizione, quindi praticamente zero. C’era uno scenario interessante in passato, ma ora è finita anche quella pseudo-scena in cui la gente si spostava da un gruppo all’altro, con collaborazioni fra band e tutto ciò che ne deriva. Questo ci ha aiutato nel primo periodo in cui grazie al passa parola la gente veniva a vedere i live. ?Erano tutti gruppi legati ad una sala prove, quando ha chiuso si sono persi di vista. ??

Facciamo il paragone con Milano. A Milano non esiste l’underground: l’underground di Milano è internet! Le band ascoltano e copiano, così nascono cloni di band estere. Inoltre, da 4 anni fa ad oggi, il livello qualitativo si è alzato. Anche la band più sconosciuta ha la possibilità e i mezzi per imitare i grandi.
C’è da dire che ci sono anche un sacco di trucchi per far sembrare un gruppo migliore di quello che è realmente. Le band vanno ascoltate dal vivo!??

Vero, ma anche prima c’erano questi trucchi e anche se usati le band non erano così convincenti come oggi; sembra che tutti siano bravi a fare quello che fanno! Ciò che contraddistingue una band brava da una che ottiene dei risultati non è forse la voce? ?
Non solo la voce. Magari non è necessario essere dei musicisti da conservatorio per fare buona musica, ma quel che conta sono le canzoni. Ci sono ottimi gruppi che non hanno una gran voce.? Sono le canzoni che fanno la differenza.??

Ci sono anche un sacco di band ai cui non si può obiettare nulla se non il sentimento. Sembra che l’interpretazione vocale sia una mera posa!?
Gionata: Io a queste cose non ci penso, per la voce vado ad istinto. Provo e vedo quello che mi piace. Se una band mi convince, mi convince a prescindere da tutto. Se un gruppo è figo, è figo. Di base il problema sono le canzoni; il cantante può anche avere una bellissima voce e usarla nel modo migliore, o anche avere una brutta voce ma usarla in modo particolare. Ma se le canzoni sono brutte, non c’è gara! Se una canzone fa cagare, fa cagare! Conta molto anche il trasporto che hai in quello che fai, un sacco di gruppi non hanno un cazzo da dire. Suonano perché amano pettinarsi e mettersi i pantaloni stretti. Cominciamo a pettinarci un po’ di meno e a suonare di più! ?

Qual è stata la vostra esperienza più figa in assoluto? ?
Ce ne sono diverse. A Liegi per esempio abbiamo fatto un concerto dopo che ci avevano spaccato il furgone e rubato vestiti, documenti e tutti i soldi. Eravamo belli incazzati!? Poi abbiamo suonato con i Korn a Civitavecchia nel 2005… 40000 persone! Troppa gente! È stata un’esperienza che ci ha cambiato la vita. Ma anche concerti piccoli, con poca gente ma che si massacra come è successo a Cosenza, sono un’esperienza forte! ??

L’esperienza più brutta? ?
L’apertura ai Placebo. La produzione ci ha fatto suonare con un decimo della potenza dell’impianto. Ci hanno trattato malissimo. Su 80000 watt di impianto ne usavamo 8000. C’erano 5000 persone e dalla quarta fila ci urlavano “Voce! Non si sente!”. ?Il fonico di fianco al palco che si divertiva godendosi il live e la gente davanti non sentiva un cazzo. Alle undici eravamo in un pub di Iesolo incazzati neri col fonico. Solo noi alle undici a bere birra per far passare l’incazzatura. ?Poi Iesolo il 20 novembre immagina che tristezza! Quella sera abbiamo portato a casa un’amarezza che abbiamo provato ben poche volte. Poteva essere una figata ma non lo è stato per via di questioni legate ai promoter. Storie di merda. Fino all’ultimo non si sapeva nulla, poi è saltato il live e l’hanno posticipato.??

Tutta una serie di menate.
Sì, la solita burocrazia inutile che ha fatto sì che noi suonassimo in una situazione che non ti auguro. E poi ci hanno trattato di merda. Per esempio il nostro catering era uno scatolone che ci ha dato il tour manager dei Placebo, che avevano fatto per noi con dentro patatine e coca cola.??

Gli avanzi?!
Ma no! Era anche roba valida, ma se devo aspettare i Placebo per il catering significa che il locale non offre nemmeno una bottiglietta d’acqua!

Basta: parliamo di cose belle! ?
Anche perché poi c’è gente che si incazza! ??

Fa bene! Ogni tanto è giusto far incazzare chi se lo merita. Ora che fate??
Abbiamo suonato e adesso ci dedichiamo al bere!

Scroll To Top