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Le occasioni si creano

Terzo album per i mantovani Super Elastic Bubble Plastic, nati come jam band ma in seguito convertitisi alla composizione di brani dalla struttura più definita. Il terzetto affonda copiosamente gli artigli nell’indie rock e nel noise, cercando di creare l’atmosfera alternativa a tutti i costi ma riuscendo soltanto in parte nell’intento. Mentre, infatti, è indiscutibile l’abilità con cui i musicisti affrontano le partiture, con un plauso particolare al batterista Alessio Capra, rimane peraltro impossibile non notare in diversi elementi del cd una personalità ancora non del tutto definita, ma comunque indubbiamente in crescita.

La voce di Gionata Mirai, sebbene a suo agio nel contesto musicale creato dal combo, tende davvero un po’ troppo a fare il verso a Eddie Vedder, sia nel timbro usato che nelle melodie affrontate.
Gli spunti interessanti in ogni caso non mancano affatto, come nell’esecuzione dell’ispiratissima “Young Shark”, o nella conclusiva “A Tale From The Bottom”, a dire il vero molto bella, in cui sembra proprio di sentire l’Eddie Vedder dei suoi lavori solisti, come il recente “Into The Wild”, miscelato con il Mark Lanegan più introspettivo.
In alcuni frangenti sincopati vengono richiamati alla mente anche i geniali Queens Of The Stone Age del periodo “R” – “Lullabies To Paralyze”.

Le chitarre di Mirai e il basso di Gianni Morandini sono suonati con mestiere e gusto, rievocando diversi generi, tra cui la wave post-punk di gruppi come Bauhaus o Southern Death Cult, soprattutto nel pezzo “New Personalities”, ma raramente durante il disco riescono a creare melodie che rimangano davvero impresse nella memoria dell’ascoltatore.
Stiamo comunque parlando di una band dal potenziale davvero notevole, che non tarderà a sfornare lavori di grande portata, del resto le occasioni non mancano.

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