Home > Recensioni > Super Elastic Bubble Plastic: The Swindler

Dall’Italia con furore

Ventinove minuti di energia tagliente e ruvida, spigolosa e aggressiva. Il disco di debutto degli italianissimi (ma chi potrebbe dirlo ascoltandoli?) SEBP è tutto questo. Riduttivo definirlo indie, come non basterebbe la definizione di rock’n’roll per comprendere tutto quello che il terzetto mantovano ha messo dentro “The Swindler”. Il suono a volte sfiora il confine del noise e comunque il livello di incazzatura e di abrasività è talmente alto che in realtà conta più la scarica di adrenalina trasmessa che qualsiasi sorta di categorizzazione. Un grido di rabbia e disperazione al quale la produzione di Giulio Bavero, ex-chitarrista dei One Dimensional Man ha dato il giusto risalto.

Già l’apertura di “Double Party” è un pugno in faccia, con una ritmica sincopata all’inverosimile, uno stacco parlato e la ripresa martellante. In “I Can’t Sleep And I Hate You (Wake Up!)” è il basso a trascinare come una locomotiva. “My Emotional Friend” scorre via con una chitarra a tratti stranamente pulita che si insinua sotto pelle, per lasciare spazio subito ai controtempi e alla voce distorta di “Come With US”.

I testi (opera di Gionata Mirai, mentre le musiche sono frutto del lavoro di gruppo dello stesso Mirai con Gianni Morandini e Alessio Capra) passano in maniera disinvolta dalla sfera privata alla denuncia polico-sociale, con un’aggressività pari all’impatto sonoro (“Non dico che ci vorrebbero due torri al giorno, ma smettete di stuprare il mondo altrimenti non lamentatevi se vi vogliono morti” – “Come With US”). E dopo tanto furore, la chiusura è affidata alla ballad dolente “Sisters” e ai 40 secondi di pace acustica di “My Emotional Friend (Reprise)”. Quasi un ultimo sberleffo di congedo.

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