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Dance, dance Industrial Revolution

“Non un passo Indietro” è il secondo disco dei Surgery edito per Altipiani Records, il quinto nella discografia della band di Guidonia.
Qualcuno di voi li ricorderà per la collaborazione con Donatella Rettore in seguito all’ispiratissima cover di “Lamette” che diede loro una buona visibilità.
L’industrial moderno che propongono, fortemente influenzato dalla darkwave, è l’inquietante base fatta di drum-machine pulsante e riff di chitarra taglienti per liriche velenose, dirette e efficaci che passano dalla critica sociale, al sarcasmo al limite del non-sense.
Da menzionare “Produci, Consuma, Crepa”, figlio dei CCCP più inquieti riaggiornati in salsa moderna.

I Surgery non temono nulla e si tuffano senza paura nel genere che fanno, compreso il cliché fatto di soluzioni kitch sia sonore che visive, ma è proprio questa la loro bellezza. La forza di affermare quello che sono senza compromessi che li fa uscire compatti e vincenti all’ascolto. Se sulle prime la lunga durata del disco può spaventare, ci si rende conto presto che i momenti deboli sono veramente pochi, soprattutto se ci si può permettere di chiudere un album con due remix irresistibili (“L’Erba Cattiva”, “Stupida Estate”).

Pro

Contro

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