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Svetlanas: From Russia with Punk!!

Dopo lo showcase al Massive Art studio di Milano, con tanto di aperitivo a base di pesce essiccato e vodka, gli Svetlanas ci concedono questa intervista rivelandoci la loro misteriosa storia.

La vostra storia è davvero inusuale, da dove arrivate?
Noi ci siamo formati nel 1977 ed eravamo costretti a suonare rock’n’roll per il KGB.
Eravamo spie e informatori; ci usavano per ottenere informazioni sui segreti militari delle nazioni più potenti del mondo.
Trentanni fa andammo in tour negli USA e durante uno spettacolo di copertura un amplificatore si ruppe e innescò una scarica violentissima che, colpendoci, ci mandò tutti e quattro in coma.
Il KGB ha occultato i nostri corpi e li ha ibernati, così che nessuno potesse venire a sapere i segreti delle missioni.
I nostri vecchi nomi erano Olga, Irina, Jurij e Ivan e non sappiamo cosa ci sia successo in questi ultimi trent’anni!
Solo nel 2008 una rivista scandalistica inglese face uno scoop rivelando i retroscena di ciò che ci era successo: dopo il crollo dell’Unione Sovietica e la scomparsa del KGB abbiamo deciso di dare un taglio netto col passato e di cambiare identità. Ci siamo trasferiti a Milano, abbiamo frequentato corsi intensivi di italiano e ci siamo sottoposti a interventi di plastica facciale. I nostri nuovi nomi sono Angela, Chiara, Diste e Pedro.
Ora abbiamo riformato la band perché non sappiamo cosa altro fare per guadagnarci da vivere se non suonare! Per ora abbiamo nel repertorio le canzoni di addestramento che ci costringevano a suonare quelli del KGB.

Con queste canzoni farete un album?

Sì, ma non solo. L’album in uscita includerà anche altri pezzi nuovi scritti dopo il risveglio dall’ibernazione.

Fate molte prove?

Per le prove ci troviamo tutti a Milano, ma c’è qualcuno tra di noi che arriva dal Veneto. In questo periodo facciamo poche prove, solo due volte a settimana, per via del tour che abbiamo appena intrapreso.

Avete una particolare fonte di ispirazione?
Il padre del punk iggy Pop ci ha dato un mano a staccarci dal rock’n’roll. Lui è stato un’ ispirazione davvero forte per noi. Più avanti ci sono stati i Cramps con Lux Interior; importantissima band per il Punk. Che grandi show facevano!

Fate ricerca quando scrivete un pezzo? Oppure buttate giù idee come vi vengono?
No, non ci accaniamo sui pezzi, non fa parte di essere gli Svetlanas. Una canzone non sappiamo mai come nasce, quando e perché. A volte può partire da un riff oppure da un ritmo, spesso anche da me e Chiara che sbraitiamo nel microfono mente gli altri ci stanno dietro. I pezzi nascono spontanei e così devono rimanere. Se iniziamo un pezzo e nel giro di poco non esce, lo abbandoniamo perché vogliamo che siano diretti come dei pugni in faccia.
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Quanto conta l’umore in sala prove?

Conta molto! Quando qualcuno ha i suoi scazzi personali ne va della concentrazione di tutti.

Quindi cosa fate, lo correggete?
Certo, con delle Vodka!

Se un domani vi si ponesse davanti una scelta: da una parte di continuare ad esprimere le vostre idee come già fate e dall’altra di scendere a compromessi di mercato, magari anche solo con piccoli rimaneggiamenti; cosa scegliereste?
Bisogna vedere se siamo capaci di suonare in modo diverso. Dopo l’ibernazione abbiamo ci sono rimasti pochi neuroni e sono persino congelati! È per questo che sappiamo fare solo cose semplicissime.
Al di là di questo, in futuro se qualcuno ci vorrà dare tanti soldi ne discuteremo.
Angela: È solo che non ci possono chiedere cose impossibili, non riuscirei mai a fare degli acuti a meno che non mi paghino una scuola di canto per anni e un’operazione alle corde vocali.
Per guadagnare un sacco di soldi dovremmo imparare da Doherty: 20 sterline per uno show in sala prove. Un sacco di gente va a vederlo e lui si intasca i soldi. Potremmo trarne ispirazione.

Cosa mangiate?
Mangiamo secondo la tradizione russa: sardine pucciate nella birra, fegato di merluzzo, vodka e torta al miele. Oggi c’è così tanta roba per lo showcase, ma se anche solo una di queste cose manca non è festa in Russia.

Non c’è nessun vegetariano?
Chiara: Sì, anche se sono più nota come alcolista.

Cosa ne pensi dei cadaveriani?
Chiara: Di solito sono troppo ubriaca per capire cosa stanno mangiando. Io sono siberiana e per via del freddo che si patisce là, i casi sono due: o mi alcolizzo o accumulo grasso come le foche!

Dite qualcosa in russo!
Pedro: No, basta! Siamo stati sotto dittatura per molto tempo, il che andava anche bene, ma ora non ci danno nemmeno da mangiare. Come parolacce possiamo dirvi MA VA’ A DA VIA EL CU!
Angela: Ci hanno fatto fare dei corsi intensivi di italiano comprendendo vari dialetti e accenti per integrarci un po’ meglio qui in Italia; tanto che se mi dovessi incontrare per strada non penseresti mai che sono Olga. Su myspace ci sono le nostre foto di come eravamo in origine e appena sotto ci sono quelle dopo i ritocchi di chirurgia plastica.
Chiara: Io avevo il monociglio ma ora ho scoperto il silk-peel.

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