Home > Recensioni > Swim Little Fish Swim

Appena uscito in patria, si presenta anche al pubblico di Piazza del Popolo a Pesaro il film d’esordio della ventitreenne Lola Bessis e del compagno Ruben Amar, “Swim Little Fish Swim”, in concorso alla 50a edizione della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema.

La giovane regista è anche l’interprete principale del film, Lilas: lasciato il nido della sua ingombrante famiglia a Parigi, Lilas cerca la sua strada a New York come videomaker.

Alla scadenza del suo visto Lilas non è ancora riuscita a sfondare, ma si gioca la sua ultima carta, anche solo per sfidare la madre (artista contemporanea di fama mondiale che non confida nelle doti della figlia), proponendosi al PS1, il programma per artisti emergenti del MoMA di New York.

Non avendo più un posto dove stare, Lilas approfitta dell’ospitalità di Leeward e sua moglie Mary. Leeward è un musicista eccentrico ma in bolletta, non disposto a compromessi con il mercato della musica. Lilas lo spinge invece a registrare il suo primo album, producendoselo da solo e mentendo così a sua moglie che lo crede impegnato a comporre un jingle pubblicitario finalmente retribuito.

Un (auto)ritratto sentito del libero spirito artistico dei venti-trentenni di oggi, dello sforzo non già di trovare un lavoro ma di fare breccia nelle maglie del villaggio globale: maglie già troppo larghe nelle città artisticamente più sensibili, come New York, dove ce n’è per tutti ma non si distingue nessuno.

Come il suo personaggio, anche Lola Bessis ha una madre ingombrante: la conduttrice televisiva italo-francese Daniela Lumbroso. Come il suo personaggio, Bessis ha lasciato Parigi da giovane per studiare all’estero e costruire la sua carriera nel cinema, durante la quale ha incontrato il regista Ruben Amar.

La scena iniziale, a ripensarci, è un indizio della natura autobiografica, a volte metacinematografica, del film: il personaggio, e la sua interprete, immobile in una posa ardita per un artista/eremita che la ritrae, e per la cinepresa che li riprende.

“Swim Little Fish Swim” poi è intervallato, come diviso in capitoli, da frammenti di filmati sovrimposti e surreali che abbiamo visto ripresi e montati poco prima dalla protagonista stessa. E ancora: i “musicisti di giocattoli” mostrati nel film sono i Toys and Tiny Instruments, band realmente esistente di Brooklyn.

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