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Arte da ascoltare

I britannici Sylosis, arrivati con “Edge Of The Earth” al terzo album, si sono formati alla grande scuola del thrash e riescono a fondere mirabilmente la potenza di questo stile (con qualche sfumatura di metal-core) con il prog e il death sinfonico.

Infatti, pur rimanendo, a grandi linee, nel reparto del già sentito, non mancano episodi interessanti ed originali, soprattutto nella seconda parte. La sostanza comunque c’è, ed è data dalla reinterpretazione dei grandi del thrash (Slayer e Megadeth su tutti) e del doom-death (primi Dark Tranquillity e primi Opeth), combinata con una bravura tecnica ineccepibile e un songwriting articolato, come dimostra “A Serpent’s Tongue”.
Bellissima poi la strumentale “Empyreal Part 2″, con un intreccio di tapping di chitarra e tastiera ipnotizzante.

Atmosfere surreali e in bilico fra pazzia e razionalità come solo i migliori Opeth o Anathema potevano offrirci, cesellate da riff liquidi e potenti e da un muro sonoro intaccabile. Così si presentano i Sylosis: come un violento temporale estivo, dove il semi growl pazzoide di Josh Middleton incombe come un nuvolone grigio, e le chitarre attraversano il sound come limpide saette. Una prova eccellente che incatena l’ascoltatore fino all’ultimo pezzo. Da non perdere se amate la musica che sfugge alle categorizzazioni.

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Contro

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