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Sylosis: Thrash in the U.K.!

Ironicamente, la patria dell’heavy metal moderno si è inaridita a tal punto alla fine degli anni ’90 da rimanere quasi a secco di band interessanti. Per fortuna, il trend si è gradualmente invertito e, dopo una decina d’anni, ecco spuntare formazioni promettenti come i Sylosis, che, da bravi postmodernisti, hanno smontato, rimescolato e ricostruito in modo del tutto personale i detriti della scena heavy made in UK.

Il risultato è qualcosa che, ad un ascolto superficiale, assomiglia a molti lavori già sentiti, ma, dopo una valutazione più attenta, lascia intravedere diverse sfumature (prog e death melodico in primis), che denotano una maturità artistica sorprendente per dei musicisti così giovani. Con l’ironia tipicamente british, Josh Middleton ci racconta dei Sylosis, a cominciare dal loro nome, che vuol dire… assolutamente nulla!

Cominciamo con una domanda abbastanza ovvia: come vi è venuto in mente il nome Sylosis? Cosa significa e come si ricollega alla storia della band?
Ci siamo formati come band quando eravamo giovanissimi, avevamo tutti circa 14-15 anni, quindi il nostro monicker è un nome stupido. È una parola inventata o un termine formato cambiando lo spelling di un’altra parola. L’uno o l’altro non contano per noi. Pensa al nome Metallica, per esempio…

Quali sono le tematiche trattate dal vostro nuovo lavoro, “Edge Of The Earth”? ? un concept?
Sì, è un concept album che parla di una persona che vive tutta la vita in isolamento. L’album segue l’andamento della storia in generale, ma tutta le canzoni hanno dei significati più precisi che si possono associare ad esperienze personali.

L’anno scorso il vecchio cantante, Jamie Graham, ha lasciato la band, ma perché avete deciso di non rimpiazzarlo con un altro vocalist e di affidare invece il suo ruolo a te, Josh (chitarra)?

Mah, quando Jamie se n’è andato, era un periodo in cui le cose stavano andando molto bene per noi, e non volevamo passare mesi a cercare di trovare il sostituto giusto. Ci avrebbe davvero rallentato molto, quindi ho iniziato a prendere lezioni di canto e a suonare la chitarra allo stesso tempo. Avevamo intenzione di continuare ad andare avanti e di non farci rallentare da niente e da nessuno, perciò abbiamo preso questa decisione.

Cosa facevi prima di fondare i Sylosis? Puoi raccontarci brevemente come è nata la band?
Dunque, eravamo tutti dei ragazzini che frequentavamo la scuola, quindi non facevamo praticamente niente! Abbiamo iniziato intorno al 2000 ma per anni non abbiamo concluso niente di serio, visto che eravamo troppo giovani per guidare e che senza un sito web o una pagina Myspace era veramente difficile riuscire a ottenere delle date fuori dalla nostra città. Abbiamo finito per produrre qualche demo in formato EP per una piccola label inglese nel 2006 e 2007, finché la Nuclear Blast è entrata in contatto con noi e abbiamo realizzato il nostro primo full-length nel 2008.

Le vostre radici affondano nel thrash retro e nel death metal melodico, ma cos’è che rende il sound dei Sylosis così unici?
Il nostro sound è influenzato principalmente dal thrash della vecchia scuola, ma siamo anche grandi fan di band prog metal come Rush e Yes o da formazioni che appartengono ad una frangia più estrema del genere, come Neurosis, Tool e Cult Of Luna. Credo che le nostre influenze siano eclettiche e per questo finiamo per mescolarle e creare qualcosa di personale che è esclusivamente nostro. Amiamo tutti i generi del metal ma lo vogliamo suonare in modo maturo.

Di recente il thrash si è suddiviso in diversi sottogeneri, come il thrash metal moderno, il retro thrash, ecc. Cosa fa risaltare il vostro sound in questo panorama musicale?
Come ho detto prima, credo che sia grazie alla combinazione di elementi prog nella nostra musica che riusciamo a distinguerci dalle altre band modern thrash. Questo è molto più evidente di sicuro nel nostro nuovo album. Non cerchiamo di essere una band retro ma allo stesso tempo non vogliamo modernizzare il thrash, noi ci limitiamo mescolare le influenze che provengono dal thrash con la musica che si discosta molto da questo genere.

Avete cominciato ad ascoltare heavy metal fin da giovani? E quando vi siete resi conto che poteva essere qualcosa di più di un hobby?
Ho iniziato ad ascoltare metal quando ero giovanissimo, e sono cresciuto con i primi Metallica, Pantera, Sepultura e Morbid Angel. Ho cominciato a suonare la chitarra quando avevo circa 10 anni e, in un certo senso, è sempre stato un mio pensiero fisso che un giorno sarebbe diventata qualcosa che avrei fatto seriamente per tutta la vita.

Com’è cambiata la scena metal in Inghilterra negli ultimi dieci anni?
Era orribile fino alla metà degli anni ’90 e oltre, almeno fino al 2006, quando si è ripresa un po’. So che sembra un po’ banale ma credo che Myspace sia stato uno strumento utilissimo per la musica underground. Ha dato un grande contributo nel far incontrare band e promoter in tutta l’Inghilterra, facilitando così l’organizzazione dei tour.

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