Home > Interviste > Sylvan: Scenari d’autore

Sylvan: Scenari d’autore

I Sylvan hanno ampliato i confini del prog rock, liberandolo finalmente da controtempi arzigogolati fine a se stessi (soprattutto quando, con la batteria, non sei bravo a farli come chi ti ha preceduto) e restituendogli un’anima. Dalla Germania, neofucina di talenti indipendenti (come i connazionali Flaming Row) e teatro di festival d’importanza internazionale (vedi il Night of the Prog Festival di Loreley a luglio, giunto quest’anno alla 7° edizione), la band del carismatico vocalist Marco Glühmann torna con un album toccante, lirico e intimista: “Sceneries”.
In occasione della sua uscita, abbiamo intervistato la band e ricevuto degli spunti interessanti sul significato di fare musica prog.

Prima di tutto, sono passati più di tre anni da “Force of Gravity”. Cosa avete fatto in questo intervallo di tempo?
Sebastian: be’ è semplice: abbiamo creato il nuovo album. “Sceneries” ci ha impegnati per un tempo davvero lungo. Abbiamo passato vari mesi nel nostro studio di registrazione a preparare il tutto, improvvisare e divertirci, cosa che a volte ci ha ispirato, e ovviamente abbiamo composto il nuovo materiale. Quindi, in generale, abbiamo preferito non lavorare sotto pressione, cosa che sarebbe successa se avessimo terminato l’album in un anno. Invece, abbiamo voluto fare le cose con calma.
Matthias: “Force of Gravity” è uscito nel settembre 2009, mentre abbiamo presentato “Sceneries” durante un concerto speciale che si è svolto ad Amburgo nel dicembre 2011. Considerato che “Sceneries” è un doppio CD con oltre 90 minuti di musica, direi che abbiamo lavorato sodo.

Parlando in generale del nuovo lavoro, in cosa si differenzia dagli album precedenti? Come lo collocate nella vostra carriera? È un punto di arrivo oppure di svolta?

Matthias: Io non credo che “Sceneries” sia un punto di partenza per un cambiamento dei Sylvan, anche se di certo rappresenta un nuovo modo di comporre musica. All’inizio della nostra fase di scrittura facevamo molta improvvisazione e sviluppavamo gli arrangiamenti tutti insieme. Era un procedimento molto stancante ma il risultato finale era un album dei Sylvan molto personale, con uno stile unico.
Ripensando alla nostra carriera, è meraviglioso leggere che tanta gente si sia innamorata di “Sceneries”: prima di tutto scriviamo la musica per noi stessi, e ovviamente le fonti d’ispirazione e i nostri gusti variano da un anno con l’altro. Non c’è una formula precisa per creare un album di successo o uno sfortunato. Ad esempio, a me “Force of Gravity” piace ancora moltissimo, e penso che sia stato gravemente svalutato! Il fatto che tanti fan l’abbiano trovato un CD poco ascoltabile è stata per me una sgradita sorpresa.

Quanto tempo ci avete messo a comporre l’ album? E come lavorate di solito?

Matthias: di solito cominciamo con una versione base di una canzone scritta da un membro della band. Stavolta l’approccio è stato diverso nella fase di songwriting di “Sceneries”, dove abbiamo sviluppato tutti insieme anche le idee basilari.
Marco: la fase di composizione, arrangiamento, registrazione e mixaggio di “Sceneries” è durata quasi un anno. Ma ricordate che Sylvan non è il nostro unico lavoro! Tutti noi abbiamo altri progetti e altre occupazioni.
[PAGEBREAK] Per certi versi, “Sceneries” sembra meno orientato al prog e più intimo e personale, sia nella musica che nei testi. Siete d’accordo?
Matthias: hmm, è difficile dirlo. Cosa intendi per testi orientati al prog? “Sceneries” ha un concept molto interessante e il contenuto è decisamente personale, profondo ed emotivo. Queste sono tutte caratteristiche radicate nel rock progressivo.
Sebastian: io risponderei alla tua domanda con un sì ed un no. “Sceneries” possiede questo fattore non-prog, se identifichi il rock progressivo con tempi complessi e intermezzi musicali. Ma per come la vedo io, il prog è più che musica veloce e complicata. Pensa a tutti i grandi ed epici assoli di chitarra o alle parti strumentali feroci e veloci in “Farewell To Old Friends”. Anche questo per me è progressive rock.

Qual è il concetto generale che sottende alle canzoni di “Sceneries”? Perché?

Marco: in generale il concetto che lega le track è la ricerca delle cose essenziali nella vita, di ciò che la rende degna di essere vissuta. Ogni capitolo tratta di una visione personale di questo tema fa parte di un membro della band, che quindi forma il suo affresco privato. Inoltre, ogni capitolo rappresenta in elemento e le emozioni e le caratteristiche ad esso associati.

Infatti il CD è diviso in cinque capitoli, ciascuno collegato ad un membro dei Sylvan. Avete lavorato tutti insieme su ogni parte, oppure ciascuno ha scelto la sua per lavorarci autonomamente?

Sebastian: abbiamo lavorato tutti insieme su ciascuna parte musicale, ma abbiamo deciso che ogni membro dovesse essere una sorta di “padrino” per ogni capitolo. Questo padrino aveva il compito di occuparsi del contenuto e della struttura della canzone.
Marco: dopo aver diviso i capitoli fra di noi, ognuno ha interpretato e formato il capitolo nel suo modo particolare. Riguardo ai testi, prima di tutto ognuno dei padrini ha discusso con me la sua interpretazione collegata al tema centrale dell’album, e mi ha perfino lasciato alcune note scritte e le frasi principali. Poi ho iniziato a lavorare sui testi, dato che ogni cantante ha il suo modo particolare di creare e utilizzare i testi, questa era una fase di cui mi dovevo occupare solo io. Ero a stretto contatto con il padrino durante questa fase, scambiandoci continui feedback. Questo è stato il modo in cui tutti noi abbiamo conferito insieme un tocco molto personale alla musica e alle parole di cui si compone ogni capitolo.

Siete una delle band prog più importanti in Europa, e questo genere oggi è apprezzato e diffuso molto più che negli anni ’90. Cosa significa per voi essere “prog”?

Matthias: grazie per i complimenti! Essere in una band prog rock significa per me avere libertà musicale! Possiamo fare ciò che vogliamo: se ci sembra che in una canzone suoni bene una parte reggae, la possiamo inserire. È la cosa migliore al mondo poter mostrare i tuoi gusti musicali personali. Un altro vantaggio è che la scena prog è molto attiva in tutto il mondo; non è molto vasta, ma la gente che ne fa parte è piena d’entusiasmo e di ottime idee. Ed è molto importante, se consideri che è ancora molto difficile riuscire a guadagnare qualcosa con questo tipo di musica.

Scroll To Top