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  • Symmetry: A Soul’s Roadmap

    Symmetry

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Falso d’autore olandese

Ci sono imitazioni così ben fatte che potrebbero essere chiamate “falsi d’autore” e tributate quasi quanto lo stesso originale. Gli olandesi Symmetry hanno avuto la capacità di riprodurre fedelmente i primi Pain of Salvation, a tal punto da indurre a credere che si tratti di un side-project. I nostri suonano un prog di tutt’altro che agevole acquisizione: un concentrato di crossover, jazz, hard rock e nu metal. Fasi ruvide e graffiate si alternano repentine a momenti più intimistici ed accarezzati, grazie all’ottima voce di Erik Masslink, grande protagonista dell’album. Non ci sono le tipiche esibizioni del prog: le chitarre si dilungano in riff particolari che vanno a discapito degli assoli e di altre acrobazie stilistiche. Tutta la musica tiene il filo conduttore di un concept che è evidenziato anche nell’originalità di numerare le tracce in modo decrescente, ognuna riferita ad un’ora del giorno. Il racconto verte sulla storia della ricerca di un’anima e delle sue risposte.
Unico neo di questo lungo album è la mancanza di un elemento di coesione tra i suoni: si avverte l’assenza di uno strumento che amalgami il tutto (vedi tastiera). Vi è inoltre un’eccessiva ripetitività dei ritornelli (non tutti piacevoli). Grande merito sta, comunque, nell’aver optato per una naturalezza dei suoni, a discapito delle tecniche artificiali.
C’è da credere che le imperfezioni verranno risolte non appena la band avrà trovato una propria etichetta ed una maggiore autonomia rispetto ai modelli di riferimento.

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