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Symphony X: Parole di Achei

Intervista raccolta poco prima che i Symphony X salissero on stage per lo show di Milano del 12 aprile 2003 di supporto agli Stratovarius. Dire che questa è stata un’intervista fatta di corsa è probabilmente eufemistico, ma crediao di dover già ringraziare la nostra buona stella, che quel giorno si chiamava Silvia, per essere comunque riusciti a realizzarla nonostante non mancasse poi così tanto alla fine dello show dei Thunderstone, quando abbiamo rivolto la prima domanda a Michael Romeo e Michale Pinnella (rispettivamente chitarrista e tastierista della band):

Siete soddisfatti dei risultati ottenuti con “The Odyssey”?
(Michael Romeo) Sì, in generale i responsi del pubblico sono stati tutti piuttosto positivi, così anche quelli della critica. Siamo piuttosto soddisfatti anche perché “The Odyssey”, per certi aspetti, era diverso dal nostro standard. Anche per quello che riguarda le vendite siamo piuttosto soddisfatti, visto che l’album ha venduto più dei nostri dischi passati!

E il tour cosa ci dite? Come sta andando?
(Michael Pinnella) So far, So Good!
Certo ogni tour può avere i suoi problemi, ma finora direi che è andato tutto piuttosto bene.

Come mai non siete venuti tour questo inverno, magari come headliner, e com’è nata la collaborazione con gli Stratovarius, per questo giro di concerti?
(MR) Be’, in passato abbiamo fatto dei concerti da headliner… Per questo disco era comunque già tutto programmato prima ancora che il disco uscisse. Ma vedi, i ragazzi degli Stratovarius ci hanno permesso di entrare in contatto con realtà che non conoscevamo, posti in cui non eravamo mai stati, come la Scandinavia per esempio, ciò ci permette di raggiungere un pubblico più vasto, il che non può fare altro che bene alla band.
Ora penso siamo pronti per poter affrontare un tour da headliner (guarda Pinnella cercando e trovando approvazione ndr).

Molti hanno criticato, anche molto acidamente, il package che voi e gli Stratovarius state proponendo in questa tournée, al di là della disputa su chi suonava dopo chi. Io credo però che Symphony X e Stratovarius abbiano, nella loro musica, quasi dei punti di contatto, come delle radici comuni ma sviluppate in modo spesso diametralmente opposto. Per esempio loro hanno una matrice progressiva, molto timida e limitata paragonata alla vostra, entrambe le band devono tanto al neoclassico… Voi cosa ne pensate di tutto ciò?
(MR) Penso come te ci siano delle similitudini tra le due band, ma in fondo il motivo per il quale si è qui è che crediamo sia un buon package per il pubblico! Per il resto noi facciamo quello che facciamo e loro fanno quello che fanno, al di là dei punti di contatto che ci possano essere o meno. Credo che comunque il tutto funzioni bene.

E i Thunderstone?
(MP) Sono bravi ragazzi e sono anche una buona band, purtroppo non li conoscevamo prima di questo tour.

Alcuni dicono che sono davvero troppo simili agli Stratovarius (Romeo guarda sorridendo maliziosamente Pinnella, il quale poi dice. N.d.r.)
Guarda, lo stile è più o meno quello, c’è poco da dire, è così. Ma credo che comunque abbiano qualcosa da dire anche i Thunderstone come band, al di là delle somiglianze del loro sound con questa e quella band. Almeno secondo noi (Romeo annuisce… ndr).
[PAGEBREAK] Avete già qualche idea per il prossimo disco dei Symphony X? Ho sentito che ri-registrerete il vostro debut album con la line-up attuale, come mai?
(MR) Sì, faremo quello che hai detto non appena ritorneremo a casa, alla fine del tour. Secondo noi quelle canzoni sono buone, inoltre alla gente piacciono. L’unico problema è la produzione che non è “entusiasmante”… e credo che con Russel le canzoni potranno guadagnare ancora qualcosa.
Negli anni abbiamo sempre sentito i nostri fan che ci dicevano di suonare questa o quella canzone dal primo album, evidentemente piacciono. Così abbiamo pensato di reinciderle tutte con la line-up attuale, e con l’esperienza che abbiamo oggi, speriamo di riuscire a migliorarne se non altro la resa finale, senza però cambiarle troppo – credo sarà qualcosa di piuttosto interessante.

Su “Live on the Edge Of Forever” avete inserito nella tracklist soltanto pezzi da “The Divine Wings Of Tragedy”, “Twilight in Olympus” e “V”. Come mai, a parte il primo album, non avete inserito anche qualcosa da “The Damnation Game”?
(MP) In realtà abbiamo suonato qualche pezzo da quel disco, e avevamo anche registrato “Dressed To Kill”. Poi non l’abbiamo inserita perché non eravamo soddisfatti della qualità della registrazione, delle nostre performance, e cose del genere… comunque avevamo pensato di inserire qualche pezzo da “TDG”!

In effetti con un titolo come “Live On THE EDGE OF FOREVER”, sarebbe stato facile aspettarsi almeno “The Edge Of Forever”…
(MR) Yeah… hai ragione, ma il fatto era che avevamo così tanto materiale da inserire in un live retrospettivo, a quel punto della nostra carriera, che era effettivamente molto difficile scegliere. Abbiamo dato molto spazio a “V – the New Mythology Suite”, poi dovevamo tenere presente “The Divine Wings of Tragedy”, ma c’era anche “Twilight In Olympus”… insomma tanta roba!
In realtà, ripeto, avevamo registrato “Dressed to Kill”, ma l’abbiamo poi tenuta fuori dalla tracklist del disco per motivi assolutamente estranei alla canzone o all’album stesso.

Parlando poi di “Twilight In Olympus”, so che per quell’album avevate scritto una lunga suite, che tra l’altro dà il nome all’album, ma che è stata tenuta fuori per vari motivi e riutilizzata per comporre alcune parti di “V”. È vero?
(MR) Sì è tutto vero, l’abbiamo utilizzata per scrivere l’ultima canzone di “V” (“Rediscovery Pt.2″ ndr). Non tutta la canzone però, solo alcune parti.

Avremo mai la possibilità di sentire quella canzone per come doveva in origine essere?
(MR) Vedi, non è che sia stata prima composta nella sua totalità e poi spezzettata e riutilizzata: semplicemente non è mai stata effettivamente terminata. Quando abbiamo iniziato a lavorare su “V” ci siamo trovati con tutte queste parti disgiunte provenienti dall’album precedente – abbiamo così pensato di riutilizzarle in modo che potessero funzionare. Ma la suite non è mai stata completata, né unita, erano solo idee che avrebbero dovuto costituire la canzone.
Non credo lo faremo in futuro, ma se ascolti “Rediscovery Pt.2″ hai un’idea abbastanza precisa di quello che avrebbe potuto essere quella canzone.

Anche “The Odyssey” è nata così, prima disgiunta e poi unita insieme?
(MP) No, no, c’era un’idea principale che poi è stata via via sviluppata proseguendo nella scrittura del pezzo. Non c’erano parti distinte!

Il tempo è tiranno, di lì a cinque minuti i due Michael sarebbero saliti sul palco, e già si riusciva a sentire Russell Allen buttare fuori un paio di ruggiti per riscaldare la voce. L’intervista finisce dunque qua, laddove, pressappoco, inizia il concerto.

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