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  • Symphorce: Unrestricted

    Symphorce

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Addetti del mestiere

L’altra band di Andy B. Franck ha forse un suo perché nello stantio mondo del power metal, pur senza suonare in alcun modo personale.

Le canzoni, schiave dei cori ancor più che dei riff, si distinguono l’una dall’altra senza difficoltà e ben si immaginano cantate con energia sul palco dall’ottimo Andy. Quest’impressione comunica il giusto feeling per apprezzare pezzi ruffiani come “Sorrow In Our Hearts”, “Whatever Hurts” e “The Waking Hour”, tutti costruiti su strutture veramente basilari.
L’intero disco mantiene un’andatura heavy-melodica che non conosce accelerazioni, preferendo inserire misurati assoli per dar vita a classici bridge da venti-trenta secondi.

“Unrestricted” perde di brillantezza nella seconda metà.

Il prevedibile disco con un pizzico di lode più che di infamia. Al pari dei Brainstorm, i Symphorce sono un’ottima band di serie B. Di più è difficile concedere. Sezione ritmica operaia, intento chiaro, ispirazione passeggera.

Pro

Contro

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