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Il regista teatrale Caden Cotard vive a Schenectady, New York.

Il personaggio Caden Cotard vive dentroSynecdoche, New York“.

La sineddoche è la figura retorica che indica la parte per il tutto: il teatro, ma più in generale potremmo dire la messa in scena, come sineddoche della vita; ogni uomo, ogni personaggio, come sineddoche dell’umanità intera.

Per il suo esordio dietro la macchina da presa — che risale al 2008, anche se arriva nelle sale italiane solo oggi — lo sceneggiatore Charlie Kaufman (per Spike Jonze ha scritto “Essere John Malkovich” e “Il ladro di orchidee”, per Michel Gondry “Eternal Sunshine of the Spotless Mind”) sceglie come suo solito un soggetto complicato e cervellotico, nel quale i rimandi testuali e visivi si intrecciano in un gioco intellettuale di notevole fascino.

Ogni tassello, ogni nome è un piccolo mondo a sé. Una sineddoche, appunto. Basti sapere che Cotard non è solo il nome del protagonista ma anche quello di una sindrome psichiatrica che provoca in chi ne è colpito l’illusione di essere morto. E il confine labilissimo tra vita e morte, realtà e al di là (non in senso spirituale, piuttosto mentale e percettivo) è proprio la chiave del film.

Kaufman affronta questo groviglio di scrittura con due strumenti indispensabili: il primo è la logica, una logica onirica e personale ma solida («tutto quello che accade nel film va preso per quello che è: è quello che succede», dice l’autore); l’altro, il più importante, è l’empatia.

Quando l’adesione emotiva verso un film scavalca la comprensione narrativa, la sfida è vinta. Anche per questo evitiamo di riassumerne qui la trama.

Vale la pena però citare gli attori, perché se ci commuoviamo ancor prima di orientarci nella costruzione cronologica del racconto è soprattutto merito loro. Di Philip Seymour Hoffman che interpreta Caden Cotard, di Catherine Keener, di Michelle Williams. E poi Hope Davis, Jennifer Jason Leigh, Samantha Morton, Emily Watson, Dianne Wiest. E mentre ne elenchiamo i nomi, ci rendiamo conto che “Synecdoche” non ha solo un protagonista straordinario ma è anche uno dei film con il più bel cast corale femminile degli ultimi anni.

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Contro

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