Home > Zoom > Tamarrata si o tamarrata no?

Tamarrata si o tamarrata no?

Ci riprova Robert Rodriguez, questa volta senza l’apporto dell’amico mattacchione Quentin Tarantino; ci riprova, visto che “Machete” prosegue idealmente il percorso intrapreso con “Planet Terror”. L’intento, scoperto e dichiarato, è quello di riportare in auge, nostalgicamente, ironicamente, parodisticamente e anche amorevolmente, un determinato tipo di cinema, quello di serie b o anche peggio per intenderci, e di condirlo con numerose e appetibili citazioni cinefile e non, momenti altamente e volutamente trash, attori simbolo ed emblema di questo genere, espedienti formali, estetici e tecnici che richiamino alla mente il modello di riferimento a partire dall’uso della pellicola sgranata, passando per la colonna sonora al limite del didascalico, arrivando ad una sceneggiatura senza freni che ricalca pedissequamente, estremizzandoli ed esagerandoli consapevolmente, tutti i cliché dei personaggi e delle situazioni narrate.

Si aggiunga una pesante e a tratti esilarante tamarraggine, per capire il livello di una pellicola che non ha pretese se non quella di divertirsi e magari, ma non necessariamente, divertire anche lo spettatore, in una sorta di autocompiacimento estremo che potrebbe anche risultare ostico a più d’uno. Bisogna soltanto capire se si è disposti a stare al gioco o meno e, una volta raggiunto un equilibrio in questo senso, godere o storcere il naso davanti ai momenti più kitsch e assurdi, come quello in cui una donna tira fuori un cellulare dalle sue parti intime o l’altro in cui un intestino umano viene utilizzato come liana per una fuga rocambolesca.

Protagonista è Danny Trejo, mitico attore eternamente comprimario che finalmente per la prima volta assurge al rango di personaggio principale. Con il suo volto segnato e butterato, con la sua chioma fluente e il suo fisico estremamente tozzo e palestrato, rappresenta alla perfezione, soprattutto ricorrendo all’utilizzo della terza persona quando parla di se stesso e alla decantazione di frasi ad effetto, un tipo di personaggio che abbiamo potuto conoscere solo in un determinato tipo di cinema, non certo famoso per la sua qualità o per la profondità di contenuti, né tantomeno per la brillantezza di recitazione.

Bisogna decidere allora se ci si può accontentare di questa sorta di revival rivisitato in chiave ironica e autoironica o se ci si vuol assestare in una presa di posizione che guarda a questo genere di operazioni come ad un modo di fare cinema a tutti i costi anche in mancanza di idee originali. Certo è che non si può non sorridere nel guardare Steven Seagal che fa il cattivone della situazione, uccidendosi in maniera a dir poco paradossale, né tantomeno è difficile divertirsi con le scene d’azione e di battaglia e con la presenza di attori calati, consapevolmente e anch’essi con autoironia, in ruoli decisamente fuori luogo e fuori tempo massimo.

Di certo se vi siete appassionati a “Planet Terror”, riuscirete ad apprezzare anche questa sua costola, “Machete”, sin da allora annunciato con un finto trailer che aveva già fatto gridare al “miracolo” più di uno spettatore amante di questo genere di visioni. Di sicuro siamo di fronte ad una grande dimostrazione, se non proprio di spiccata originalità, di grande conoscenza e amore nei confronti della settima arte.

Scroll To Top