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Nuova vita al nu-metal?

I Taster’s Choice muovono i primi passi alla fine degli anni ’90, sperimentando per lo più i generi crossover e nu-metal. Già nel corso del successivo anno la band rivoluziona la propria line-up passando da quattro a sette componenti e aggiungendo le percussioni, la parte dj e un secondo cantante. A questo punto a cambiare è anche il sound del gruppo che va a posizionarsi nell’ambito del nu-metal scandinavo.

“The Rebirth” è il secondo album della band livornese, pubblicato a seguito di “Shining”, disco di debutto della band uscito nel 2005 per l’etichetta tedesca Shark Records in Europa e con Gencross Records nei territori asiatici.

Undici tracce di forte impatto e potenza sonora, tra le quali non mancano anche una ballad (la title track), le atmosfere chill-out di “The Rebirth” e “The Rebirth 0″ e un’inaspettata cover di Stevie Wonder: “Superstition”.

All’interno dell’album ognuno dei sette membri lascia dunque il suo personale contributo: dalla doppia cassa alle chitarre, dalle percussioni all’elettronica, dalla voce in puro stile growl al possente e vigoroso basso.
Quel che ne deriva è un mix variopinto e variegato, che non sbalordisce, ma comunque appassiona.

Il nu-metal ha ancora qualcosa da dire? Mah. Forse l’unico modo plausibile consiste nel rinnovarlo mescolandolo ad altre influenze e dando vita a nuove forme. I Taster’s Choice ci stanno provando, introducendo l’elettronica e altre sonorità provenienti da generi affini. Il risultato non convince pienamente, ma la sperimentazione continua e potrebbe riservarci piacevoli sorprese.

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Contro

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