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Tati Valle: “Livro Dos Dias” brano per brano

È uscito il 17 gennaio il suo primo disco di inediti in studio, “Livro Dos Dias”, ma Tati Valle tutto può dirsi tranne che un esordiente. In passato, infatti ha già collaborato con diversi artisti, tra cui l’ Orchestra Filarmonica di Brasov, ma molti la ricorderanno per il singolo “Come È Bello Aspettare” del 2011, insieme a Giò di Tonno. Tati Valle ci spiega il suo disco brano per brano, un viaggio nella musica brasiliana arricchita da mille contaminazioni, dal reggae al rhythm and blues.

Ultimo Samba
Il disco inizia con Ultimo Samba, il portoghese e l’italiano si fondono (traduzione non necessaria). Il paradosso del primo con l’ultimo…anche in questo caso l’ultimo diventa il primo.
“Ultimo Samba” è un ritmo samba moderno, pieno di groove e sonorità sperimentali, come l’ukulele che sostituisce il cavaquinho, il costante suono di lep steel, le corde di un piano mezza coda bloccato dallo scoth e suonato con l’arco di violino, e l’uso della chitarra elettrica e di molte percussioni brasiliane. Il basso impreziosisce e da quell’energia, sempre aspettando questo ritmo che arriverà come un treno, slittando sulle corde della lep steel.
Insieme a “Camaleao”, “Ultimo Samba” rispecchia lo stesso periodo vissuto nel 2006 e parla dalla voglia di cambiamento, di ritrovarsi in una nuova veste, di identificarsi con un nuovo posto, cambiare aria. Il testo dice “Sem paradeiro, pro estrangeiro ou Sambaqui. Sò quero ir.”….”senza fermata, magari all’estero o Sambaqui (spiaggia sull’isola di Florianopolis – SC) Basta che vado…dovunque sia”…l’anima camaleontica già si faceva sentire e nel 2007 ed è proprio questo grande cambiamento che mi ha condotto proprio in Italia.

Camaleao
“Camaleao” è un pezzo molto di atmosfera con influenza dell’MPB, R&B, Dub e del Reggae. Arriva con cori potenti con più di 50 voci, percussioni poliritmiche che richiamano l’afrobit, l’assolo di chitarra che talvolta richiama i movimenti della lingua del camaleonte, veloci e improvvisi. “Camaleao” è un brano sensuale che descrive l’esigenza di svago, il desiderio di avventura, rischio e di amore. Come un camaleonte, lei, riesce ad avere il colore del cielo e della giungla, vorrebbe vivere “lui” per la durata di 4 lune, per quattro stagioni ma anche soltanto per un giorno, o una notte…”vamos brindar de fogo ao luar”…”giochiamo con il fuoco al chiar di luna”…o ancora “pisa descalço no meu mundo”…”vieni scalzo sul mio mondo”…

Novo Mundo
“Novo Mundo” o “Nuovo Mondo”, una bossa contaminata da suoni elettronici, conta la partecipazione di Gustav Lundgren alla chitarra 7 corde e di Luca D’Alberto alla viola elettrica. E un brano che parla di scoperte, di perdersi nel nuovo, di consegnarsi al nuovo. Parla di fermarsi nel tempo, di sentire il tempo che va…e tu che resti.
“O tempo foi e eu fiquei, sinceramente eu me perdi”

Arrepeio
“Arrepio” o “Brivido”, una ballad d’atmosfera con piccole dosi di effetti che sembrano quasi un brivido sonoro, una scossa…dai piatti alla cuica, l’intenzione del brivido si fa sonora. “Arrepio” parla di un sentimento che diventa un peso sulle spalle….quelle spalle che una volta sentivano soltanto dei brividi.
“Penso em ir embora, mas até quando? Penso em estar fora desses planos. Eu penso e penso exageratamente e perco o fio”….
“Penso di andar via, ma fino a quando “andrò via?”
Penso di essere nel contesto sbagliato, sento di andare contro la mia natura. Penso e ripenso esageratamente, e perdo il filo.

Samba da Quinta – Feira
Nasce in un semplice giovedì pomeriggio intenta nello studio della chitarra. Da un giro armonico seguito da un’improvvisazione vocale che viene registrata e subito diventa il tema principale del brano. La melodia e la scelta degli strumenti riescono a trasmette l’ironia del testo “evitiamo le alterazioni, evitiamo le tensioni”…un discorso di connotazione musicale che viene naturalmente associato alla vita cuotidiana.
Le memorie di un tempo vissuto pienamente mi riportano sull’isola di Florianopolis.

Diante de Voce
“Diante de voce” o Davanti a te, con influenze del Baiao, Maracatu, Afoxè, Rock e richiami di misticismo, con dei suoni molto vicini al sitar che riportano all’animo nordestino (nord-est del Brasile). La Zabumba viene sostituita dall’Udu enfatizzando l’idea dello scambio sonoro, sostituendo così strumenti caratteristici di determinati generi con altri di diverse culture, accentuando il senso empirico del disco. Il sound mistico, quasi un rock spiritual, come mi piace descriverlo, permette l’incontro della chitarra distorta con il flauto, rendendo l’idea della jungla, dell’ignoto che fa paura, del fastidio intenso.
Il brano descrive in maniera soggettiva il significato della parola saudade; questo ospite non voluto, che arriva senza permesso, senza invito e si insinua nell’uomo come un virus. Lei ribadisce, anche se disarmata, dicendo “lasciami stare e va a cercare chi ti sopporta”.

Voz e Violao
Questa è una poesia che mi è stata dedicata da un poeta scrittore gaucho che vive a Roma mentre cantavo in un piccolo bar a Trastevere armata solo di chitarra. Il testo è finito sul libro di Eloi che ho musicato, finito anche sul suo disco con due versioni. Il brano inizia con la chitarra classica e voce, poi pian piano arriva l’ukulele, le campanelle, la marimba, il flauto mellotron, il cigar box e molti effetti sonori che arricchiscono la scena. Il testo parla di lei che canta, le sue espressione sul viso. Vedi attraverso il canto, la sua anima, le sue frustrazione, le sue passione, quelle vissute e quelle perse. La vede dietro al suo accento, i suoi occhi che sentono, sorridono e a volte mentono e si domanda di chi parla mentre canta? A chi pensa?

Slowmotion Bossa Nova
Un viaggio che parte dal Brasile, passa per l’Italia e finisce in pieno clima hawaiano. La voce maschile che si sente è quella di Ivan D’Antonio (un vero amante del Hawai), il produttore artistico del progetto.

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