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Tempo di consuntivi

L’anno bisesto si è concluso e certamente molti potranno definirlo funesto per le proprie finanze. In particolare, come non prevederlo, quanti con l’industria musicale portano a casa la propria pagnotta. È tempo, dunque, di parlare dei numeri di questi dodici mesi, delle vendite e degli incassi, non tanto per sentirci dire che sono entrambi calati, quanto per capire come si stanno modificando.

Prendiamo in esame i dati di Nielsen SoundScan, autorevole società che analizza il mercato statunitense e canadese. Non si tratta del nostro paese, ma da quali dati pensate si possano leggere meglio le tendenze di questo mondo globale, ma ancora fortemente tinto di stelle e strisce?

Bene, se volete i dati completi, qui trovate report ufficiale. Riassumiamo i più importanti: le vendite di CD sono calate del 20% rispetto al 2007 e quelle di album digitali sono cresciute del 32%. Visto, però, che il dato di partenza dei supporti fisici era decisamente superiore, si tratta di un calo complessivo da 500 a 430 milioni di unità. In questo numero sono compresi gli album equivalenti, ossia il numero di singole tracce digitali vendute diviso per 10, considerando 10 come numero medio di canzoni presenti in un album standard. Una flessione dell’8,5%, minore di quella registrata nel 2007.

Oltre a constatare che, ovviamente, il digitale non riesce ancora a sopperire alle perdite del formato CD, sono proprio le considerazioni sull’indicatore degli album equivalenti a essere una delle principali fonti di sgomento per le etichette alle prese con il nuovo mercato musicale. Nel 2008 sono stati venduti 1070 milioni di singole tracce, ossia 107 milioni di album equivalenti, ben più dei 63 milioni di album completi fatturati dai web-store: la deduzione ovvia è che per per ogni album si vendono molto meno delle 10 tracce da cui è mediamente composto, arriviamo addirittura a poco più di 3.

La musica digitale, quindi, non prevede più il concetto di album, i numeri lo mostrano chiaramente. Ancor di più se si pensa ai business model alternativi, che spesso agevolano anch’essi quello che una volta si chiamava singolo e liberano l’utente nella composizione delle proprie playlist. Per la disperazione delle etichette e degli artisti abituati a riempire sbrigativamente i dischi, una volta definiti i consueti tre pezzi di richiamo.
Altro dato su cui riflettere, e di cui abbiamo già parlato, è la crescita incredibile nella vendita di LP. I vinili, ricordate? Quasi 2 milioni di unità vendute nell’area controllata da Nielsen SoundScan.

Possiamo aspettarci un futuro privo di filler e prodigo di ricche edizioni speciali per collezionisti dal packaging imperdibile? Sperare è lecito.

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