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Ten: A. O. R. (Awsome, Ordinary Rocker)

Dopo anni di onorata carriera, un quantità di album importante alle spalle, di cui l’ultimo, in ordine cronologico, è “Stormwarning” (2011), siamo lieti di presentarvi l’intervista a una delle voci più coinvolgenti del panorama A.O.R inglese, leader della storica band dei Ten.
Rimarrete stupiti della semplicità e disponibilità con cui si è concesso alle nostre domande. Ladies and Gentlemen, ecco a voi Gary Hughes.
Buona lettura!

Dopo la pubblicazione di “Stormwarning”, che tipo di feedback avete ricevuto finora dai fan e dai media?
Siamo sorpresi e colpiti dalle recensioni e dai feedback che abbiamo ricevuto finora. Alcuni si spingono a tal punto da decretare “Stormwarning” il migliore album dei Ten in assoluto. Abbiamo avuto pochissime, praticamente nessuna, reazione negativa, e molti giornalisti lo definiscono un ritorno in grande stile.

Quanto tempo avete impiegato a registrare “Stormwarning”? E come nasce di solito un album dei Ten?
Dunque, ogni album comincia con la preparazione di una serie di abbozzi di canzoni, che io raccolgo e do alla band, e dalle quali iniziamo a sviluppare le varie idee. Le chitarre soliste, le parti vocali e le tastiere sono i primi strumenti che creano una base demo per il materiale. Poi si parte con la registrazione degli strumenti che definiscono l’ossatura delle canzoni: prima le chitarre e le tastiere, poi le parti vocali e la batteria, mentre gli assoli di chitarra vengono per ultimi, insieme alle melodie del backing vocals.
Stavolta, inoltre, non ci siamo occupati noi del mixaggio, dato che la Frontiers ci ha presentato Dennis Ward, che erano un paio di orecchie nuove nel nostro progetto; Dennis, a sua volta, ha passato i suoi mixaggi a Jurgen agli Hoff Studios, che li ha masterizzati per l’album.
Io, invece, continuo a scrivere essenzialmente allo stesso modo. Scrivo a getto continuo, quindi non c’è un vero inizio di scrittura nei nostri album. Ad esempio, il materiale di “Stormwarning” era pronto da quasi due anni. Abbiamo iniziato registrando 22 canzoni, che poi abbiamo ridotto a 10. In effetti, abbiamo il nucleo centrale di un altro album già quasi pronto!
Per quel che riguarda le canzoni di “Stormwarning”, si tratta di storie indipendenti: non si tratta tanto di un concept vero e proprio ma di un album di concept singoli. Parlando del mio songwriting in particolare, prima viene la melodia sulle corde e poi i testi, subito dopo che la musica è forte abbastanza da suggerire la sua storia principale. In questo modo ogni album è un animale a sé stante. Può crescere ed espandersi in modi unici, e l’intero processo richiede circa 8 mesi.

Sono passati cinque anni da “The Twilight Chronicles”: è cambiato qualcosa nel processo compositivo in questo lasso di tempo?
Dal punto di vista compositivo non è cambiato nulla nella band, e la chimica nei Ten ora è migliore di sempre. Neil Fraser aveva lavorato in passato con Paul Hodson e mi è stato raccomandato come il migliore chitarrista in circolazione con cui Paul abbia mai lavorato. Vinny Burns e Chris Francis sono dei grandi personaggi da sostituire, ma lui ci riesce alla perfezione, portando un mix di abilità tecnica e di blues nell’album, e lasciando subito il suo marchio nel sound dei Ten.
Mark Sumner è il nuovo bassista, e ha lavorato in precedenza al progetto solista di John Halliwell, Ensign. Ha una voce molto potente e aggiunge personalità ai cori, insieme a Paul Hodson e a John. È un bassista estremamente tecnico e competente. Nei precedenti album dei Ten molte delle parti di basso venivano programmate, con Shelly e Steve McKenna che non avevano mai davvero lavorato al CD, a parte sui samples. Invece, da quando Mark Summer si è unito a noi, siamo sicuri che questo non si ripeterà più.
[PAGEBREAK] Di cosa trattano soprattutto le canzoni?
L’ispirazione per i miei testi proviene di solito dagli eventi e dalle esperienze nella mia vita personale. Dai film che ho visto, i libri che ho letto, o da nuove storie ed eventi nelle vite delle persone che mi circondano.

E cosa ci puoi dire del fantastico art work? Come si collega all’album in generale e alle diverse canzoni contenute in esso?
Abbiamo deciso di avvalerci di nuovo di Louis Royo, seguendo la tradizione iniziata con “Spellbound” e “Babylon”; Royo è un artista fenomenale, paragonabile solo ad uno o due artisti in tutto il panorama dell’arte fantasy. Ed è stato un onore poter utilizzare il suo lavoro, che si adattava a “Stormwarning” alla perfezione.

Ho letto che Mark Zonder ha suonato le parti di batteria sul nuovo CD. Com’è stato lavorare con lui? In quali aspetti (se ce ne sono stati) ha influenzato il suono della band? E come mai avete scelto lui fra i pochi, grandi talenti della scena hard rock?
Sì, Mark Zonder ha suonato la batteria su quest’album, ed è un ottimo musicista, anche se i Ten non hanno un batterista permanente, ma solo dei membri turnover per i live.
Dennis Ward ha suggerito Mark Zonder perché aveva lavorato con lui in passato e lo ha raccomandato inizialmente alla Frontiers. Quando lo abbiamo incontrato per la prima volta, non conosceva la musica dei Ten. Ma ha lavorato in modo straordinario, tanto che, dopo che le parti di batteria erano terminate, mi ha telefonato per dirmi che gli dispiaceva che non ci fossero altre canzoni da registrare. E non esiterei a ricontattare di nuovo Mark per il prossimo album, se i Ten non si avvalessero di batteristi turnover per i live.

A seguito di alcuni eventi recenti, come la reunion dei Mr Big, il nuovo album degli Whitesnake e il ritorno degli Scorpions sulla scena, sembra che l’hard rock stia vivendo una seconda giovinezza. Cosa ne pensi? Lo vedi come un risultato positivo per la musica di oggi?
Credo che le etichette dovrebbero impiegare delle risorse più consistenti sulle nuove band e sui songwriter prolifici. Molte delle band che hai nominato prima hanno avuto il loro momento e, secondo me, arrivano ai 50 e 60 anni d’età. Anche i Ten non sono una formazione giovane ma sentiamo di avere ancora molta musica da fare prima di ritirarci. Credo che ogni band sia brava in misura di come siano i loro album più recenti, dato che troppimusicisti vivono sugli allori del passato. Continueremo a fare dei lavori di altissimo livello, per quando ci possano permettere le nostre finanze. È un peccato che altre band con budget più ampi non facciano la stessa cosa. E sono band come queste che distruggono la scena con la loro nuova musica mediocre e scialba.

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