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  • Tenet (NO SPOILER)

    Diretto da Christopher Nolan

    Data di uscita: 26-08-2020

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Il nuovo e trepidamente atteso film di Christopher Nolan, è finalmente in sala. La trama di “Tenet” sembra piuttosto semplice: John David Washington (figlio di Denzel, apprezzato due anni fa in “BlacKkKlansman” di Spike Lee) è un agente della CIA a cui viene affidata una missione complessa ed enigmatica. Unico dettaglio spiegato sin da subito e che viene peraltro ribadito: si tratta di “guerra fredda”.

Nello svolgimento del suo incarico, il Protagonista (è proprio così che viene chiamato) affronta ogni classica tappa del “viaggio dell’eroe”, con tutti gli incontri del caso: persino un delizioso Michael Caine in veste di mentore, che gli darà anche consigli su un buon sarto inglese da consultare. Ci sono, poi, anche la fanciulla (Elizabeth Debicki) e il cattivo (Kenneth Branagh) che la tiene prigioniera.

Ma non è certo questo il punto del nuovo film di Christopher Nolan. È dal lontano 1998, con il film d’esordio Following, che il regista britannico architetta rompicapo temporali sbizzarrendosi come una Penelope nel tessere e disfare le trame dei suoi film. E “Tenet” non è da meno.

A partire dal titolo, che l’autore è andato a pescare da uno storico simbolo dell’eterno ritorno, il cosiddetto “quadrato di Sator”: un’iscrizione latina che dagli archeologi è stata spesso ritrovata incisa su edifici di vario genere, e la cui caratteristica sta nell’essere palindroma, ovvero qualunque sia il verso dal quale la si legge, compaiono le stesse parole nello stesso ordine.

“Tenet” è una corsa contro il tempo, e attraverso di esso, per poter scongiurare la Terza Guerra Mondiale, con il supporto angosciante e ansimante della colonna sonora di Ludwig Göransson (Oscar 2018 per “Black Panther“), che accompagna la scena d’apertura del film, tra le più potenti e visivamente feroci.

Un film carico di esplosioni, persino alla rovescia, che seguono uno schema dettagliato, da infrangere, fidandosi di sé e dei compagni di viaggio. Nolan, così come era stato per “Inception” e “Interstellar”, si appropria dello scorrere della narrazione e, col pretesto della salvezza dell’umanità, consegna allo spettatore il terrore più nudo: l’inafferrabilità di ciò che è stato e che sarà, mettendo in bocca a Neil (Robert Pattinson) proprio quelle magiche parole dalle quali fuggiamo tutti, da che mondo è mondo – il qui ed ora – l’unico attimo su cui si abbia potere d’azione.

Con “Tenet” riparte dunque il ciclo delle uscite in sala. E, quasi metaforicamente, il contenuto e la struttura di questo film, sembra raccontino la necessità che uno strumento artistico, com’è quello cinematografico, non possa né voglia fermarsi.

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