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Festival di Sanremo: Terza serata dedicata alle donne

Quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare, e così eccoci alla terza serata sanremese! Sanremo non resta immune da San Valentino e inizia con una clip tratta dal film “Straziami Ma Di Baci Saziami”. Seguita da Fabio Fazio e Luciana Littizzetto che cantano “Vattene Amore”, o almeno ci hanno provato. Siamo appena all’inizio di questa nuova tappa ma loro assicurano che il peggio è passato!

Per i “Big” stasera ci sarà finalmente una gara con una classifica provvisoria che avrà un peso del 25 % su quella finale.

Il fucsia di Maria Nazionale questa volta contagia anche Simona Molinari, che è la prima ad esibirsi insieme a Peter Cincotti con “La Felicità”. Segue Marco Mengoni e il suo ciuffo con “L’Essenziale”, a cui il pubblico ha strizzato l’occhio già durante la clip di presentazione dei pezzi finalisti. Dopo una breve parentesi in cui Fazio imita Mike Bongiorno, la gara riparte con Elio E Le Storie Tese e “La Canzone Mononota”. Questa volta Elio sembra un Omino Michelin rivestito. Senza dubbio il suo sarà il tormentone che resterà in testa.

Luciana interrompe la serata con una incursione a Peppe Vessicchio per tagliargli una ciocca del pizzetto, da tenere come souvenir di Sanremo, ognuno ha i suoi gusti… E lo dimostra anche Malika Ayane che questa sera, per cantare “E Se Poi”, ha un look che è un incrocio tra Marylin Monroe e un Super Sayan.

Il momento più bello della serata arriva con un monologo della Littizzetto che, seguendo il leitmotiv “San Valentino”, ironizza sulle difficoltà degli uomini a pronunciare le parole “Ti amo” per poi spiazzare il pubblico passando a un discorso su cui c’è poco da scherzare: la violenza sulle donne. «E noi che siamo ingenue spesso scambiamo tutto per amore. Un uomo che ci picchia è uno stronzo. L’amore non lascia lividi sulla faccia!» ammonisce Luciana riportando sul palco con altre 50 ragazze il One Billion Rising, flash mob sulle note di “Break the Chain” a cui hanno partecipato un milione di persone nel mondo.

Dura salire sul palco dopo un simile momento, ma i Marta sui Tubi non si fanno intimorire e propongono una impeccabile “Vorrei”; segue Chiara Galiazzo con “Il Futuro Che Sarà”.

Il primo ospite della serata è Roberto Baggio che dedica una lettera ai giovani invitandoli a riflettere su alcune parole: passione, gioia, coraggio, successo, sacrificio. E ci ricorda che gli eroi quotidiani sono sempre quelli che danno il massimo nella vita.

Tra Max Gazzè con “Sotto Casa”, Annalisa Scarrone con “Scintille” e Maria Nazionale con “È Colpa Mia” se tutti si è perso il buon gusto nel vestire spicca Simone Cristicchi con “La Prima Volta (Che Sono Morto)” che questa volta azzecca tutte le note.

Torna l’attenzione sulle donne col super ospite della serata, cantante degli Antony & The Johnsons che dopo “You Are My Sister” racconta la nascita di questo brano come un dedica alla sorella, “cuore pulsante e intelligente di tutta la sua vita” per chiederle scusa di tutte le volte in cui da piccolo ha sfogato su di lei le sue frustrazioni. Poteva fermarsi qui e aver già detto tutto, in musica e in parole, e invece ha voluto strafare leggendo per quattro minuti un discorso preparato. Ci mancava che Fazio lo facesse mettere in piedi sullo sgabello come i bambini quando recitano la poesia a Natale.

Si rientra in gara con i Modà e “Se Si Potesse Non Morire”, domanda che Luciana Littizzetto si sarà posta prima di indossare i trampoli che ha come scarpe. La salva l’ingresso di Daniele Silvestri che canta “A Bocca Chiusa” con Renato Vicini che anche questa sera traduce la canzone con il linguaggio LIS, la Lingua Italiana dei Segni. Seguono gli Almamegretta con “Mamma Non Lo Sa” che ridanno un po’ di vita al pubblico mezzo assopito che ormai applaude solo a comando. A chiudere l’esibizione dei big arriva Raphael Gualazzi in “Sai (Ci Basta Un Sogno)”.
[PAGEBREAK] Arriva anche un’altra ospite, la pianista ventenne Leonora Armellini che esegue il Notturno op.27 n.1 di Frédéric Chopin. Affermatissima a livello internazionale, la Armellini sostituisce il maestro Daniel Baremboim che ha dato forfait.
Se fin qui niente di nuovo alle 23:30 arriva anche il turno dei giovani, che si sa la sera fanno sempre più tardi degli “anzianotti”. Si inizia con “Storia Impossibile” di Andrea Nardinocchi, che, vestito da commesso di Footlocker utilizza un laptop e un sintetizzatore durante la sua performance.

Antonio Maggio e la sua “Mi Servirebbe Sapere” ci ricorda Francesco Sarcina delle Vibrazioni, invece è un ex degli Aram Quartet, vincitori di X Factor nel 2008, mentre Paolo Simoni con “Le Parole” richiama alla memoria lo stile di Ivano Fossati. Ultima ad esibirsi “In Equilibrio”, Ilaria Porceddu che, con il suo ritornello in sardo è sicuramente la più sanremese fra tutte le canzoni proposte in serata e infatti passa in finale.

A mantenere la memoria storica del Festival, come se fosse possibile dimenticarsene, arriva presentato da Laura Chiatti, “un pezzo di storia del Festival di Sanremo”… Al Bano, che con la voce rauca regala un medley “Nostalgia Canaglia” e “È La Mia Vita”. La terza canzone, “Felicità”, durante la quale lo accompagnano anche Laura Chiatti e Luciana Littizzetto, è scelta dal pubblico con un sondaggio online, evidentemente è stata considerata il male minore. Al Bano, con le sue 14 partecipazioni al festival sul palco dell’Ariston si sente proprio a casa e infatti inizia a far flessioni, ma vince anche il Premio Città di Sanremo.

A questo punto non resta che proclamare i due giovani che andranno in finale, Antonio Maggio e Ilaria Porceddu, e presentare la classifica provvisoria dei “Big”. Noi non possiamo che augurarci che Littizzetto non decida di intraprendere la carriera di cantante.

Classifica provvisoria “Big”:

1 Marco Mengoni
2 Modà
3 Annalisa Scarrone
4 Chiara Galiazzo
5 Raphael Gualazzi
6 Simona Molinari e Peter Cincotti
7 Maria Nazionale
8 Elio e le Storie Tese
9 Daniele Silvestri
10 Max Gazzè
11 Simone Cristicchi
12 Malika Ayane
13 Marta sui Tubi
14 Almamegretta

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