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Terzo giorno

Anche quest’anno, in chiusura, desideriamo spendere due parole di elogio per l’organizzazione: straordinario ed efficiente si è dimostrato il dispiegamento di forze dell’ordine, di addetti alla sicurezza, di personale medico. L’ordine, la disciplina e la bravura a tenere in piedi uno spettacolo di queste dimensioni sono stati fondamentali alla riuscita di un festival che da dietro risulta veramente complesso e difficile da gestire.

L’Ultima Giornata
L’ultima giornata richiama il fiume impressionante di fan di Vasco Rossi; l’impatto è veramente incredibile, già alle 17 ci sono più di 40.000 persone che diventeranno (attendiamo dati ufficiali) circa 100.000 al momento del concerto.
Avrete già inteso che sarà difficile parlare di altro per quanto riguarda la giornata di ieri: la gente viene solo ed esclusivamente per Vasco e i concerti precedenti vengo vissuti come una lenta e fibrillante attesa dell’EVENTO delle 21.30. Tuttavia…
Open Your World!

Noemi:
Spendiamo volentieri una parola positiva per Noemi, talento vocale che si sta affermando nel panorama italiano della musica leggera. La voce di Noemi è potente e graffiante, ed evidenzia tutta l’esuberanza della esordiente.
Sostenuta da una band di buon livello che comunque non mette in risalto in modo particolare nessun elemento di spicco, Noemi si diverte sul palco a proporre il suo repertorio che prevede anche una versione molto gradita di “Could You Be Loved” di Bob Marley, che per un attimo trascina anche il pubblico di Vasco, e dove emergono “Briciole” e “Vuoto A Perdere”, i successi che l’hanno portata alla ribalta.
Siamo sicuri che Noemi farà strada perché al di là del grande talento vocale, sul quale molti al suo posto si siederebbero, dimostra la passione, la fame e l’entusiasmo di chi sa che dovrà lavorare molto per raggiungere la vetta.
Pensate che è rimasta ad assistere al concerto di Vasco in prima fila, cantando a squarciagola tutte le canzoni (nessuna esclusa) come una giovane fan.
Giudizio: positivo in tutti i sensi.

All Time Low:
Vorrei conoscere il direttore artistico che ha invitato questa specie di gruppo. Addirittura in USA sono andati a pescarli: ma band di questo livello non si trovano dalle nostre parti?
Disastrosi da ogni punto di vista, si fanno notare solo per gli inviti alle fans ad avere una notte di sesso con loro (dovreste vederli che fighi…), e per le scorribande del chitarrista in mezzo al pubblico.
Giudizio: inguardabili ed inascoltabili. Non tornate mai più per cortesia. Dimenticavo: il genere musicale… Brodaglia/rifiuto da raccolta differenziata

Vasco:
Che dire di Vasco. Chi vi scrive non è un suo fan, ma devo ricredermi dopo aver assistito allo show, che ho avuto la fortuna di godere seduto al fianco di Zucchero.
Vasco si abbatte come un ciclone sul festival e sicuramente risolleva le sorti di questo evento, che fino a ieri sera sembrava in picchiata libera. L’inizio del concerto ha l’impatto del goal di Materazzi alla finale dei mondiali di calcio: tripudio!
Vasco e la sua meravigliosa band spaccano veramente già dalle prime note. Il bello di Vasco è che sembra non prendersi mai troppo sul serio, scherza con il pubblico e con la band, si muove in modo impacciato (con tanto di lancio del cappellino che regolarmente non riesce a prendere al momento della ricaduta), ma nonostante questo tiene il palco in modo incredibile anche dal punto di vista vocale, nessun cedimento nonostante le quasi due ore e mezza di show.
Spiccano nel repertorio “Alibi”, Vivere O Niente”, “Giocala”, ma quella che lascia il segno è “Vivere Non È Facile”, arrangiata con una classe cristallina.
Diciamo che la performance di Vasco è esaltata da una band di livello mondiale, dove non ci sono prime donne ma solo straordinari componenti che portano un contributo fondamentale per la riuscita dell’esibizione. Vasco è grande poi a lasciare sempre molto spazio ad ognuno di loro, mettendosi spesso in disparte e comunque restando “parte” dello show e non tutto lo show.
Contrariamente a quanto sostengono molti fan, ritengo Vasco come il buon vino, che con il passare degli anni migliora la qualità del suo prodotto.
È netto lo stacco e la crescita sia per le sonorità che per i testi, dal primo Vasco Rossi (quello di “Vita Spericolata”, tanto per intenderci), ora Vasco stupisce anche per la ricerca di atmosfere nuove e mai banali (“Starò Meglio Di Così”, sembra a tratti una ballata di Mark Knofler).
Ritengo che Vasco stesso, se potesse, escluderebbe dalla scaletta le varie Alba chiara, Vita spericolata, etc. per una volontà di emanciparsi dai successi del passato. La conclusione di chi non ha mai comprato un disco né tanto meno visto un concerto prima di ieri: Vasco eccellente.

Grazie a LiveNation e Goigest per la preziosa collaborazione. Arrivederci al prossimo Heineken Jammin’ Festival!

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